masseria silene 300x250

Altri graffi

Collezione archeologica di Rende presentata dalla Direttrice del Museo Etrusco di Roma

Museo Etrusco - IlGraffio - Monica Macchioni
Concezione pubblica e sociale della fruizione dell'arte.

La Direttrice del Museo Nazionale Etrusco a Roma Luana Toniolo ha presentato il 27 febbraio l’eccezionale collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona costituita da reperti greci, magno greci e di altre culture sviluppatesi nel bacino del Mediterraneo tra i quali la raccolta donata al Comune di Rende.

200 reperti che nel 2013 è stato donato al Comune di Rende per la costituzione del Museo della ceramica. Repertori che evocano le culture del territorio dall’età ellenistica alla romana, una variegata gamma ceramografa a figure nere e rosse. Una serie di lekythoi a f.n. con scene delle fatiche di Ercole, il leone Nemeo e le celebrazioni della guerra eroica con guerrieri a cavallo, opliti armati; skyphos con satiri danzanti o accovacciati, il “gruppo degli occhioni”; grandi crateri a colonnette e a campana, hydriai e lekanis con menadi, delfini e decori vegetali con ricchi motivi accessori e lumeggiature in colori aggiunti; un corredo protocorinizio orientalizzante “Gruppo dei cani correnti”, corinzio e tardo corinzio recente; olle e oinochoi geometrici, subgeometrici e protogeometrici; statue votive di Kore Persefore, lamentatrice a braccia alzate, putto su cigno; maschere votive e di tipo ionico; urne cinerarie graffite romane.

Le sale successive espongono altri 1600 pezzi che ripercorrono la Regione per estensione geografica e per cronologia. Un raro nucleo autoctono aragonese con lettere tardo-gotico alla graffita a fondo ribassato, alla maiolica da farmacia e delle spezierie conventuali di Soriano e Serra San Bruno a quelle di Gerace del XVII e Squillace del XVIII alle produzioni popolari dei 20 centri di produzione che quasi sempre reiterano l’antica tecnica di matrice bizantina dell’ingobbio.

Il Museo della ceramica rientra nel progetto civico del “Borgo dei musei – cittadella dell’arte” che include il Museo d’arte contemporanea nel castello, l’unico della Regione, conferendo nuova e valoriale centralità culturale per lo sviluppo culturale del territorio. Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona è collezionista dinamico e versatile, con forti motivazioni culturali e storiche, documentarie e specificamente.

Questo progetto di valorizzazione delle testimonianze visive dell’antichità, con i molti altri, testimoniano la concezione pubblica e sociale della fruizione dell’arte compiendo un’importante opera di tutela, studio e valorizzazione. Con la musealizzazione di gran parte delle sue collezioni Bilotti attua con responsabilità civica e etica la condivisione, concretizzando l’azione mecenatistica sulla scia della grande tradizione familiare.

Con Decreto del Ministro della Cultura la collezione Bilotti è dichiarata di eccezionale valore culturale. Le relazioni allegate al vincolo attestano: “La collezione unitaria illustra le vicende storiche e familiari dell’antico casato Ruggi d’Aragona originario della Campania dove rivestì cariche e deteneva possedimenti in Calabria” 27.10.2009 Stefano de Caro D.G. Ministero Cultura – “La prestigiosa collezione di ceramiche di proprietà di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona figurano vasi attribuibili alle officine di Assteas e Python.

La documentazione testimonia che la collezione si è formata alla fine dell’800 è collegata alle vicende dell’antico nobile casato Ruggi d’Aragona” 28.7.1010 Angelo Bottino Soprintendente e Federica Galloni Direttore Regionale – “”Prestigioso nucleo già sottoposto a provvedimento di tutela riferito ala casato Ruggi d’Aragona.

La terra sigillata italica di prima età imperiale romana proviene da scavi effettuati per l’edificazione di un palazzo a Cosenza, agli inizi del 1900, dalla famiglia Bilotti imparentata con le famiglie Quintieri e Barracco” 19.9.2014 Soprintendente Mariarosaria Barbera.