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Libri, A teatro e in libreria Marco Rizzo mette i guantoni alla politica

Marco Rizzo
Da ultimo dei comunisti a sovranista amato anche a destra o da chi non vota più.

“Il ring è il posto più sicuro che c’è al mondo, perché sai sempre quello che ti può accadere”.

In questa frase attribuita a Mike Tyson c’è una fede profonda nella vita e nel combattimento assieme alla consapevolezza di come entrambi siano fatalmente inclusi nel destino comune alle persone vere: la lotta. Menare fendenti, dare fisica evidenza a valori e battaglie, ricevere una combinazione di colpi inattesi e rialzarsi, disegna la traiettoria di una dignità che non ammette rese. Un inno alla vita per com’è, autentica, non addomesticabile, emerge nella versione solo apparentemente inedita del Marco Rizzo autore-performer al debutto VENERDI 22 MAGGIO a MILANO con lo spettacolo “Sovrano sul Ring” PRENOTA QUI https://www.ticketone.it/event/marco-rizzo-sovrano-del-ring-teatro-della-quattordicesima

Non si tratta del semplice racconto di uno che ama il pugilato. Attraverso la potenza della parola, questa disciplina diviene palcoscenico della vita, dove ogni individuo affronta avversari esterni e demoni interiori. La narrazione si sviluppa come un flusso di coscienza, in cui i ricordi dell’atleta, le sue paure, i suoi trionfi e le sue fragilità si intrecciano senza soluzione di continuità. La lucente e appassionata vicenda esistenziale descritta in scena restituisce in filigrana, non solo una parabola individuale, ma anche una nutriente metafora della politica e della boxe concepite come avamposti dell’ardua arte di scegliere e di battersi per quello in cui si crede.

Il testo dell’originale monologo è ispirato a “Una Biografia di Periferia” ACQUISTA QUI https://amzn.eu/d/d2u4Bxd l’opera scritta dal leader italiano del sovranismo popolare, in collaborazione con Enrico Maria Casini, racconta la periferia dura di una Torino ancora operaia. Il decennio degli anni ‘70 di un ragazzo cresciuto nel cemento, tra le cerbottane e le legnate, tra la curva del Toro e la classe operaia, tra un padre spezzato dal lavoro e una madre con il battipanni pronto.

E poi c’è l’uomo che ha scelto di restare scomodo, mentre gli altri facevano a gara per sedersi ai tavoli giusti.

Caparbio, studente lavoratore, deputato a 34 anni, con una gavetta vera che lo conduce al successo. Infine, nell’epoca delle tecnologie del controllo, nel tempo dei governi tecnici telecomandati dall’esterno, torna il ribelle di sempre, l’ideologo che vuole superare gli steccati del Novecento per riunire il popolo contro le élite dei burocrati oltreconfine e dei guerrafondai, per riconquistare la sovranità popolare e l’indipendenza italiana. Da ultimo dei comunisti a sovranista amato anche a destra o da chi non vota più. Ancora una volta, Marco Rizzo sale sul ring.