Le tesi esposte infatti mostrano una preoccupante distanza dalla realtà economica e dal quadro legislativo del nostro Paese.
Con sfrontatezza inedita VANNACCI ha proposto di mandare al lavoro gli studenti già al compimento dei 14 anni, giustificando l’idea con una presunta convenienza previdenziale e pensionistica.
Il Generale ignora deliberatamente decenni di leggi a tutela del lavoro e dell’infanzia che condannano lo sfruttamento dei minori.
Questa visione sembra tristemente rifarsi al modello del “balilla” di epoca fascista, dove i giovani venivano addestrati precocemente in chiave militaristica e patriottica, calpestando il diritto costituzionale all’istruzione.
La cultura e’ il miglior antidoto ai regimi anti democratici e totalitari perché crea individui liberi e consapevoli e non automi o soldatini buoni a niente ma capaci di tutto in quanto sprovvisti di cervello autonomo.
Durante lo stesso convegno VANNACCI ha affrontato il problema dei migranti impegnati nei campi per la raccolta agroalimentare, proponendo che il lavoro potrebbe essere svolto dagli italiani o da macchine industriali.
Il Generale dimostra di non conoscere la filiera agroalimentare retta da migliaia di piccoli agricoltori.
Oggi il prezzo finale è determinato proprio da questa filiera.
La proposta poi dell’acquisto di macchinari industriali dimostra ancora una volta un populismo privo di qualsiasi conoscenza del bilancio dello Stato.
Non riesce a comprendere che proprio la filiera organizzata dal lavoratore e dal prezzo dei braccianti contribuisce al costo finale.
Le posizioni espresse da VANNACCI non rappresentano una soluzione ma una pericolosa illusione.
Liquidare la complessità della raccolta agricola con slogan sulla preferenza nazionale o con l’introduzione automatica di macchinari industriali dimostra una totale cecità economica e sociale.
Respingiamo con fermezza questa deriva populista fuori da qualsiasi logica di mercato che, anziché proteggere il settore, rischia di infliggere il colpo di grazia a una delle filiere strategiche del nostro Paese”.


