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Lo Sgarbi negato, ovvero la negazione di Sgarbi

Sgarbi Vittorio - IlGraffio - Monica Macchioni
Perché voler negare l’evidenza e insistere a dire che Sgarbi sta bene ? Forse per convincere i magistrati a sfogliare una rassegna stampa prefabbricata così da non approfondire una denuncia per circonvenzione di incapace ?

Di Monica Macchioni

Fa davvero tanta tristezza lo Sgarbi Crepuscolare esibito, che molla a sua insaputa il Marinetti e D’Annunzio per abbracciare il Foscolo e Fogazzaro, lo Sgarbi dimagrito e dimesso, non più sorridente e sereno come un tempo, ma affaticato e pensoso, non più loquace ma bofonchiante, che passa dal superamento del limite alla contemplazione statica della montagna, che sostituisce l’inno alla gioia e alla vita con l’anelito verso il Creatore di cui ha sempre dubitato l’esistenza, uno Sgarbi irriconoscibile che abbandona l’estroversione estrema per abbracciare rassegnato l’introversione più cupa.

Può un uomo in soli pochi mesi trasformarsi al punto tale da non assomigliare nemmeno più un poco a se stesso? Può essere diverso da apparire irriconoscibile?

Sono arrivata alla conclusione che abbia del tutto ragione Sauro Moretti quando afferma che lo Sgarbi che lui ha conosciuto e di cui è stato valida ombra e sincero amico, lo Sgarbi che io ho frequentato da vicino per anni, davvero non esiste più, non c’è’ più.

Chiunque abbia conosciuto Sgarbi, chiunque gli sia stato davvero amico soffre nel vederlo così.

Sgarbi oggi viene portato in giro come un brand funzionale evidentemente a qualche business, o come attrazione e richiamo per aumentare il pubblico e la visibilità degli eventi, visto l’affetto che ancora suscita in chi lo ha amato e oggi vuole rivederlo, rappresentando esattamente l’opposto di quello che egli ha sempre voluto essere.

Questo spettacolo, più che ricordare la Grande Bellezza di Sorrentino, evoca scenari cinini e macabri da film horror.

Ho un pensiero ricorrente da tempo: cosa direbbe il vero Sgarbi, l’originale, se gli fosse concesso dal destino anche solo per 10 minuti di osservare questa tragica e avvilita versione di sé stesso?

Probabilmente gli direbbe di ritirarsi dalle scene per preservare il ricordo di ciò che e’ stato e di tutto quello che con grande sapienza e generosità ha dato a questo Paese in termini di divulgazione dell’arte, della conoscenza e della bellezza.

La sorella Elisabetta alla Milanesiana preannuncia il suo arrivo, avvertendo gli astanti che troveranno uno Sgarbi molto ma molto diverso rispetto a quello che hanno finora conosciuto. Mai frase fu più vera. Ma allora perché accanirsi nel sostenere che sta bene ?

Perché voler convincere a tutti i costi che lo Sgarbi di oggi può badare a se stesso?

Perché insistere di fronte alla evidenza che egli non è nemmeno il fantasma del genio di ieri ?

Perché arrampicarsi sugli specchi fornendo versioni fantasiose della sua malattia e della sua volontà di sposarsi a tutti i costi?

Forse per convincere i magistrati a sfogliare una rassegna stampa prefabbricata così da non approfondire una denuncia per circonvenzione di incapace?

Saranno probabilmente solo i posteri a fare giustizia, visto che a quanto pare per la cronaca va tutto benissimo, Sgarbi sta benissimo, manca giusto il matrimonio per coronare un Amore vero, sincero, reciproco e disinteressato.

Non resta che fare tanti Tanti Auguri agli sposi !

Con buona pace di chi forse fra qualche anno avrà magari rimorsi e sensi di colpa per essersi prestato ad aver contributo a nascondere la verità.