Di Monica Macchioni
Evelina Sgarbi è impegnata nelle tappe della presentazione del suo libro “Nata Sgarbi”.
Domani sarà a Caccuri in Calabria e il 13 agosto sara’ al centro congressi di Isola di Albarella,
ma, nonostante gli impegni, continua a seguire con energia e in prima persona la battaglia per arrivare alla verità su cosa sia davvero successo a suo padre Vittorio.
Il giallo si infittisce ancora di più perché persiste una resistenza inspiegabile – o forse molto comprensibile ? – nel voler mettere a disposizione dei periti le cartelle cliniche; infatti i periti di parte che rappresentano Evelina e il fratello Carlo non le hanno ancora potute leggere.
Quindi questo atteggiamento omertoso fa sì che i sospetti possano trasformarsi facilmente in una conferma: e’ evidente che la verità sia scritta là dentro e che ci sia qualcuno che ha un interesse specifico a che quelle cartelle non vengano mai fuori e che non siano mai lette.
Cosa vi si cela di così indicibile?
Magari qualcuno e’ affetto da una paura ponderata.
Come redazione del graffio.net ci piacerebbe sapere chi è che sta ostacolando l’emergere della verità.
Alla favoletta della depressione grave non ci crede più nessuno.
E’ evidente che e’ accaduto qualcosa di diverso e di molto grave (…).
L’altro fatto strano e’: un ospedale prestigioso e in vista come il Gemelli ha veramente applicato il Protocollo sanitario che si mette in atto in caso di intossicazione grave determinata da cosa: possibile tentativo di suicidio?
Altro?
Sono cioè partite le dovute segnalazioni agli organi di polizia?
O si e’ verificata – magari in buona fede – una sottovalutazione come nel caso di Pietracatella dove l’Ospedale Cardarelli di Campobasso non ha fatto segnalazione alcuna e ha prontamente rimandato a casa le due donne poi decedute per via della ricina, scambiando un avvelenamento per una gastroenterite?
Diciamo che gli interrogativi sono tanti e sono molto inquietanti.
Nel frattempo e’ annunciata la presenza di Vittorio Sgarbi – scomparso da settimane dai media – ad Andora (Savona) il 10 agosto per l’inaugurazione del progetto che nacque a suo tempo da una idea dell’ex manager Sauro Moretti realizzata in collaborazione col sindaco della città.
Ci si augura che Vittorio stia meglio.
Le sue ultime uscite hanno suscitato molto sgomento fra coloro che lo stimano da anni.
Al Tribunale di Roma, complice la calma agostana, invece la matematica pare essersi trasformata in un’opinione visto il calendario creativo del Giudice Tutelare Paola Scorza.
“Mi sono resa conto sulla mia pelle di come le vicende legali possano riservare delle sorprese, ma ignoravo sinceramente che al Tribunale di Roma avessero deciso di riscrivere le basi dell’aritmetica elementare”.
Esordisce così, con un sorriso amaro e un tono spiccatamente sarcastico, Evelina Sgarbi, commentando il totale caos scaturito dagli ultimi provvedimenti emessi nel procedimento per la nomina dell’amministratore di sostegno che la vede ricorrente.
Al centro della polemica c’è la gestione dei termini concessi dal Giudice Tutelare, un “valzer di date” che rischia di comprimere irragionevolmente il diritto di difesa e il principio del contraddittorio.
“Il nostro Consulente Tecnico d’Ufficio ha goduto di mesi di tempo e di svariate proroghe, l’ultima accordata a fine luglio, per depositare la sua bozza.
Un tempo di riflessione che definirei biblico,” ironizza la Sgarbi.
“Ma quando si tratta di noi parti in causa?
Il tempo, improvvisamente, accelera e segue leggi della matematica del tutto inesplorate.”
Il riferimento è ai due provvedimenti emessi a distanza di poche ore lo scorso 2 agosto.
Il Giudice, accortosi di un palese errore materiale nel primo decreto, è intervenuto con una rettifica che ha finito per creare una confusione ancora maggiore.
“Il giudice corregge l’errore e qual è il risultato?
Una bella sforbiciata al nostro diritto di difesa.
I 30 giorni originariamente previsti per le osservazioni dei nostri consulenti di parte si sono magicamente trasformati in 20.
Ma il vero capolavoro, degno di un premio Nobel, è il calcolo effettivo: ci viene dato tempo dal 18 agosto al 2 settembre.
Ora, io sono un’amante dell’arte e non una scienziata, ma sfido chiunque a contare 20 giorni in questo arco temporale.
Sono 15 giorni scarsi!
Nelle cancellerie si userà forse l’antico calendario marziano?”
La stoccata di Evelina Sgarbi prosegue in merito al termine concesso al CTU per la stesura della relazione definitiva.
“Il decreto di rettifica parla ancora di un termine di ’20 giorni’, fissando però la scadenza al 12 settembre.
Visto che noi depositiamo il 2 settembre, i giorni sono 10.
Dieci giorni che improvvisamente ne valgono venti.
È un’equazione affascinante che, però, calpesta i principi del giusto processo.”
Come redazione del graffio.net ci domandiamo se in Italia e soprattutto a Roma, quando si tratta di nomi altisonanti, si passi dalla “giustizia ad orologeria” alla “giustizia a sentimento”, cioè influenzata dal livello sociale e dal peso del potente.
La sensazione e’ che la figlia Evelina così diretta e genuina non stia nelle corde di quel Sistema.
“Ne stiano certi: non ho intenzione di assistere passivamente a questo spettacolo indecoroso, offensivo della mia intelligenza ma soprattutto del concetto di Giustizia,” conclude Evelina Sgarbi facendosi più seria.
“Il mio avvocato, Lorenzo Iacobbi, si è già attivato con la massima tempestività depositando un’istanza urgente per porre fine a questo vero e proprio delirio e caos di date e termini.
L’obiettivo non è dilatare i tempi di chiusura della causa, ma semplicemente chiedere al Giudice di ripristinare il corretto equilibrio e restituirci i 30 giorni effettivi che ci spettano per depositare osservazioni tecniche approfondite in una vicenda così delicata e dai molti aspetti ancora da chiarire .”
“Ma soprattutto – e non smetterò mai di dirlo – che fine hanno fatto le cartelle cliniche ?
Perché i consulenti non hanno ancora potuto leggerle?
Potranno farlo in questi giorni?
Chi ci garantisce che verranno consegnate e messe a loro disposizione?”
A questo punto mi viene anche un dubbio: “Ma e’ stato rispettato il protocollo che va seguito in caso di intossicazione grave ?
Se non sbaglio scatta l’obbligo di comunicazione alle autorità competenti sia in caso di tentato suicidio sia in caso di reati di terzi.
Non è che qualcuno oggi sta cercando di insabbiare tutto per non fare emergere la verità e le
responsabilità di qualcun altro?”
Una cosa e’ certa.
Il quotidiano online www.ilgraffio.net ha sollevato per primo la vicenda Sgarbi.
E andrà avanti fino in fondo, fino alla fine finché non emergerà la verità.
Ci aspetta un anno di grandi rivelazioni.
Perché crede nella battaglia di Evelina Sgarbi per salvare suo padre.
E perche’ il direttore di questa testata conosce personalmente da decenni Vittorio, e molti dei suoi amici, e sa di doverglielo.
Come gratitudine per la stima e l’affetto che negli anni Sgarbi le ha sempre dimostrato.
Perché Sgarbiani si nasce.
Ma Sgarbiani si deve rimanere anche senza Sgarbi.


