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Animali, Rifugio ENPA di Busteggia, Valtellina – “I nostri cani non meritano questa ingiustizia”, firmate la petizione sulla piattaforma Change.org

Rifugio ENPA - ilGraffio - Monica Macchioni
Ministro Brambilla e parlamentari sensibili al tema promuovano un sit in davanti al rifugio ENPA contro la decisione del Tribunale di Sondrio

Animali, Rifugio ENPA di Busteggia, Valtellina –
“I nostri cani non meritano questa ingiustizia”, firmate la petizione sulla piattaforma Change.org al link https://chng.it/fshtzXh8fc

Ministro Brambilla e parlamentari sensibili al tema promuovano un sit in davanti al rifugio ENPA contro la decisione del Tribunale di Sondrio

Di Monica Macchioni

L’ex ministra Michela Vittoria Brambilla, e insieme a lei, molte parlamentari del centrodestra tra cui Manuela Repetti, esponente di Fratelli d’Italia, Gabriella Giammanco, e Micaela Biancofiore, oggi capogruppo alla Camera, hanno fatto tantissimo per la causa animale, anni fa prodigandosi e riuscendo a far approvare dal Parlamento una legge che vietasse ai condominii di impedire di tenere cani e gatti nei propri appartamenti, e di recente con l’approvazione della ultima legge, che inasprisce le sanzioni per chi abbandona o maltratta.

L’ex Ministro Brambilla poi, grazie alle reti Mediaset, rappresenta un presidio permanente per dare visibilità alla causa animale e poter così contribuire a far progredire la sensibilità del nostro Paese a riguardo.

Quello che è accaduto in Valtellina ha dell’incedibile e lascia tutti sgomenti.

Una sentenza del 5 agosto condanna un rifugio ENPA a sfoltire i cani che in esso trovano riparo, portando i box da 16 a 5, e al pagamento di una ammenda di 50 euro al giorno per ogni giorno in più di permanenza degli animali nei box.

E tutto questo perché una vicina al rifugio tre anni fa fece un esposto per chiederne la chiusura asserendo che i latrati dei cani le impedivano di riposare.

Però la misurazione dei decibel era perfettamente nella norma parificabile al rumore di una normale conversazione in casa. Conversazione appunto, non litigio.

Per questo la sentenza del Tribunale di Sondrio riporta indietro anni luce il Paese, non è coerente con il rispetto degli animali e dei loro diritti e lascia moltissimi dubbi.

Sarebbe molto bello se l’ex ministro Brambilla, insieme alle parlamentari che tanto si sono prodigate per gli animali, indicessero un sit-in proprio davanti al rifugio dell’Enpa al fine di sensibilizzare a livello nazionale l’opinione pubblica e a far tornare la giustizia sui suoi passi.

Sarebbe una iniziativa utile comunque a far guadagnare tempo al fine di trovare un altro luogo ancora più isolato dove poter ricoverare i cani sfrattati.

Nel frattempo altre iniziative sono già in essere fra cui la petizione di firme “I nostri cani non meritano questa ingiustizia”, attiva sulla piattaforma Change.org al link https://chng.it/fshtzXh8fc – lanciata dalla Presidente Provinciale ENPA Sondrio Sara Plozza, che ha superato, dopo pochissime ore dal lancio, le 3000 adesioni.

La petizione dimostra che esiste una vera e propria mobilitazione popolare contro questa ingiustizia perpetrata nel mese di agosto che è – aggravante – un mese di emergenza per il mondo animale nel senso che è quello più flagellato dagli abbandoni.

La petizione che vi invitiamo come redazione del graffio.net a sostenere.,a firmare e a condividere col più gran numero di persone punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su una vicenda che, secondo Epianpa e anche secondo noi «non ha fondamento né sul no tecnico né su quello del buon senso».

«Non riguarda solo noi – conclude la petizione – ma tutta la comunità, perché un rifugio che chiude o viene limitato è una ferita per il territorio: significa meno tutela, meno sensibilizzazione, meno umanità».

La richiesta al Tribunale è quella di rivedere la decisione, tenendo conto non solo dei dati tecnici, ma anche della funzione sociale svolta dalla struttura.

E intanto, la mobilitazione cresce, ci auguriamo che il ministro Brambilla e la politica, le istituzioni, e la stampa si attivino immediatamente e facciano sentire forte e chiara la propria voce in difesa degli animali.