Romano (Noi Moderati): votiamo convintamente si alla risoluzione.
Pnrr strumento di progresso sostenibile e di riforme, guida concreta per il futuro di un grande Paese come il nostro che oggi ha nel governo Meloni una guida autorevole e credibile.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non è soltanto un elenco di investimenti, ma la più grande occasione di modernizzazione che il nostro Paese abbia conosciuto dal dopoguerra.
Oggi, dopo crisi energetiche, guerre ai nostri confini, tensioni geopolitiche e inflazione, possiamo dire con chiarezza che il PNRR è diventato lo strumento che guida la ripartenza e il futuro del Paese.
I numeri parlano da soli e non lasciano spazio alle polemiche: al 31 agosto 2025 gli interventi finanziati sono stati 447.065, quasi 295.000 già conclusi, 28.000 in fase finale e oltre 106.000 in corso. Il 96% dei progetti è pienamente attivo.
Sette rate già incassate, per oltre 140 miliardi, e l’ottava in arrivo per novembre, che porterà a 153 miliardi ricevuti: il 78% del totale, contro una media europea ferma al 57%. Nessun altro Paese ha fatto meglio di noi.
La revisione non è stata una resa, ma un atto di coraggio politico e di coerenza. Il PNRR originario era stato gonfiato con centinaia di progetti irrealizzabili, un vero libro dei sogni.
Noi abbiamo avuto il coraggio di dire la verità: meglio pochi progetti concreti e realizzabili, che mille sogni destinati a rimanere sulla carta.
Ed è proprio con la modifica che abbiamo introdotto il capitolo REPowerEU, che ha portato 11 miliardi in più all’Italia.
Quei fondi oggi finanziano comunità energetiche locali, autoproduzione da rinnovabili, reti sicure, minore dipendenza dal gas russo. In una parola: autonomia.
Dove l’opposizione vedeva tagli, l’Europa ha visto una strategia.
Dove l’opposizione gridava al fallimento, Bruxelles ha approvato e premiato l’Italia.
Non è un caso se l’Italia è tornata ad essere credibile a Bruxelles.
Ogni euro incassato è stato verificato, ogni obiettivo è stato validato.
E ricordiamolo: al momento dell’insediamento del Governo Meloni, dei 55 obiettivi previsti entro dicembre 2022 ne erano stati raggiunti appena 25.
In meno di tre mesi, questo Governo ha colmato il ritardo e ha centrato tutti i target. letto, apparecchiature sanitarie di ultima generazione.
E il Mezzogiorno, per troppo tempo lasciato indietro, è finalmente protagonista, con almeno il 40% delle risorse.
Non assistenzialismo, ma sviluppo: strade, reti digitali, contratti di filiera, innovazione industriale.
È così che si colmano i divari territoriali, è così che si costruisce un’Italia più unita.
Ma il PNRR non è solo investimenti.
È anche riforme.
Per queste ragioni, il nostro gruppo voterà convintamente a favore della risoluzione.
Lo facciamo con orgoglio, con la certezza che il PNRR, nato nel buio della pandemia, oggi è la luce che guida l’Italia verso il futuro.
Un’Italia che non si arrende, un’Italia che non si accontenta, un’Italia che dimostra, ancora una volta, che quando decide di fare sul serio, non ha rivali in Europa. On Saverio Romano coordinatore politico di Noi Moderati nel suo intervento alla Camera dei Deputati