Abuso edilizio accertato e ordinanza di demolizione ignorata: la vicenda che scuote il Comune sotto i riflettori nazionali.
Una lottizzazione abusiva iniziata negli anni ’80 e mai sanata, uffici comunali sotto accusa e possibile conflitto di interessi. La commissione del Ministero dell’Ambiente arriva nelle prossime settimane per fare chiarezza.
A Lagonegro la tensione politica e istituzionale è al massimo. Al centro delle polemiche c’è la casa del sindaco Falabella, accertata come abusiva e situata nella frazione Zanco. Nonostante l’ordinanza di demolizione, l’immobile continua a essere abitato e il provvedimento non è stato eseguito.
Gli uffici comunali, sotto la direzione dello stesso sindaco, non avrebbero rilevato alcune opere abusive e strade realizzate senza autorizzazioni in un’area agricola sottoposta a vincoli specifici.
Secondo quanto ricostruito, la zona dagli anni ’80 ha visto nascere una vera e propria lottizzazione abusiva riconducibile a parenti del sindaco, proseguita fino ad oggi.
Nel corso degli anni, sarebbero state emesse almeno dieci ordinanze relative a queste situazioni.
La vicenda ha assunto risonanza nazionale: i cittadini e gli osservatori denunciano una gestione amministrativa contestata e la mancata esecuzione dei provvedimenti come circostanza “gravissima”.
Il Ministero dell’Ambiente ha disposto l’invio di una commissione di verifica, che arriverà nelle prossime settimane a Lagonegro per accertare la situazione dell’immobile e dell’area circostante.
Un nodo aggiuntivo riguarda il possibile conflitto di interessi legato al ruolo del sindaco Falabella, questione che finora non sarebbe stata affrontata pubblicamente.


