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Termoli - IlGraffio - Monica Macchioni
“Ci sono uomini che, dopo una separazione, perdono tutto: la casa, la stabilità economica, la quotidianità con i figli. Sono persone che soffrono in silenzio, perché la società non riconosce la loro fragilità. Noi vogliamo essere accanto a loro. Nessuno deve sentirsi abbandonato".

Il Patriarca della Chiesa Vetero-Cattolica, S.B. Maurizio Raimondo: “I padri separati non devono essere lasciati soli”

Parte un nuovo progetto di sostegno per gli uomini in difficoltà dopo la separazione**

In un contesto sociale dove la fragilità maschile resta spesso silenziata, arriva un’iniziativa che prova a colmare un vuoto ancora poco riconosciuto.
Il Patriarca della Chiesa Vetero Cattolica, S.B. Maurizio Raimondo, ha annunciato la volontà di avviare un servizio di assistenza e sostegno dedicato ai padri separati in difficoltà economica, abitativa ed emotiva, una categoria sempre più numerosa e allo stesso tempo poco tutelata.

Un disagio sommerso che continua a crescere

La separazione, soprattutto in presenza di figli, può trasformarsi per molti uomini in un percorso drammatico.
La perdita della casa familiare, l’obbligo di trovare un nuovo alloggio spesso con mezzi ridotti, i costi del mantenimento e la distanza quotidiana dai figli creano situazioni di vulnerabilità estrema.

Molti padri arrivano a vivere in roulotte, in auto o in strutture di fortuna, mentre altri affrontano un profondo disagio psicologico legato alla solitudine e al senso di esclusione sociale.

Un dolore spesso taciuto, che raramente trova spazio nel dibattito pubblico.

L’impegno del Patriarca: “Una società che ignora la sofferenza non è una società giusta”

S.B. Maurizio Raimondo ha espresso con chiarezza la sua posizione:

“Ci sono uomini che, dopo una separazione, perdono tutto: la casa, la stabilità economica, la quotidianità con i figli. Sono persone che soffrono in silenzio, perché la società non riconosce la loro fragilità. Noi vogliamo essere accanto a loro. Nessuno deve sentirsi abbandonato.”

L’iniziativa si inserisce tra le attività sociali della Chiesa Vetero-Cattolica, che negli ultimi anni ha più volte manifestato attenzione verso temi legati all’emarginazione, alla povertà e alle nuove fragilità familiari.

Il progetto: ascolto, orientamento e supporto

Secondo quanto annunciato, il nuovo programma offrirà:

  • Servizi di ascolto e sostegno umano, per affrontare il disagio emotivo post-separazione.
  • Assistenza e orientamento legale, attraverso professionisti convenzionati, per aiutare i padri a comprendere diritti e doveri.
  • Supporto sociale, con collegamenti a strutture che possano offrire soluzioni abitative temporanee.
  • Mediazione familiare, quando possibile, per favorire un clima meno conflittuale e più rispettoso del ruolo di entrambi i genitori.
  • Aiuti materiali, laddove le condizioni economiche siano critiche.

L’obiettivo è duplice: sostenere gli uomini che rischiano l’emarginazione e allo stesso tempo favorire relazioni familiari più equilibrate, nell’interesse–prima di tutto–dei figli.

Un segnale che apre un dibattito più ampio

Il tema dei padri separati resta delicato e complesso: non si tratta di contrapporre uomini e donne, né di sminuire la drammatica realtà della violenza sulle donne, che rimane un’emergenza sociale.
Ma, come sottolinea il Patriarca, la tutela dei diritti non deve avere genere.

“Una società più giusta è una società che ascolta tutti. Le ferite familiari generano sofferenza da entrambe le parti. Noi vogliamo essere uno spazio di accoglienza, non di conflitto.”

La nuova iniziativa potrebbe aprire un dibattito più maturo e inclusivo su un fenomeno che riguarda migliaia di famiglie italiane, spesso invisibili nella narrazione pubblica.