(Askanews) – A Firenze ha debuttato il Premio Firenze Capitale, promosso dall’associazione The Italian Mind: A One Off, con una cerimonia che si è svolta a Palazzo Medici Riccardi.
La prima edizione ha voluto valorizzare il “capitale” umano e culturale della città, mostrando come la memoria, se trattata come risorsa, sia diventata una tecnologia civile capace di orientare il futuro e di connettere umanesimo, impresa, finanza, creatività e filantropia.
I dodici premiati hanno rappresentato questa traiettoria: l’impegno etico-estetico di Santo Versace, la forza filantropica della Andrea Bocelli Foundation, l’impresa come intelligenza collettiva di Arturo Artom, la diplomazia economica di Todd Callender, la visione comportamentale di Rory Sutherland, il cinema come strumento di uguaglianza promosso da Chiara Tilesi.
Con loro sono stati premiati anche Cristiana Pagni, Andrea Delfini, Lorenzo Dolci e Li Xiaozhu, figure attive dall’economia del mare ai ponti culturali con l’Asia.
L’esperimento curatoriale di Lorenzo Conti Lapi ha affiancato ciascun premiato a una figura della stagione in cui Firenze fu capitale d’Italia (1865–1871), creando risonanze operative: Versace con Ubaldino Peruzzi, la Bocelli Foundation con Bettino Ricasoli, Sutherland con Pasquale Villari e così via.
Un dispositivo che ha mostrato come la città abbia riconosciuto nelle forme contemporanee le intuizioni che l’hanno plasmata.
La serata si è arricchita degli interventi internazionali di Daniel Langer, Syed Raza e dello stesso Callender, confermando la capacità di Firenze di accogliere una geografia globale senza perdere il proprio centro culturale.
Centrale è stata la presenza di Maurizio Mancianti, alla guida dell’associazione con Marco Gianni e Langer, indicato come uno dei più efficaci ambasciatori della città.
Il Premio Firenze Capitale è stato l’esito di un percorso avviato a Palazzo Vecchio e destinato a proseguire nel 2026.