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Un principio di sussidiarietà per la salute: valorizzare il farmacista come alleato del sistema sanitario

Emanuele Pascuzzi - IlGraffio - Monica Macchioni
Dignità delle cure e di riconoscimento del valore di ogni professionista della salute.
Di Emanuele Pascuzzi
In un tempo in cui il Servizio sanitario nazionale fatica a rispondere con tempestività ai bisogni dei cittadini – per la carenza di medici di base, le liste d’attesa e l’invecchiamento della popolazione ,emerge con forza la necessità di ripensare la prossimità delle cure.
È tempo di dare pieno significato al principio di sussidiarietà, previsto dalla nostra Costituzione, come criterio di giustizia e di buon governo: affidare ai livelli più vicini alla persona tutto ciò che può essere svolto in sicurezza ed efficacia.
In questo orizzonte si inserisce una proposta che guarda con fiducia a una figura da sempre centrale nelle nostre comunità: il farmacista.
Non più soltanto dispensatore di medicinali, ma professionista della salute che conosce i bisogni reali delle persone e ne accompagna spesso, giorno dopo giorno, i percorsi di cura.
Un’idea semplice ma rivoluzionaria
Consentire ai farmacisti, adeguatamente formati, di prescrivere alcuni tipi di farmaci – per patologie minori o per il rinnovo di terapie croniche già stabilizzate dal medico – significherebbe:
alleggerire il carico dei medici di famiglia, ridurre le attese per i pazienti, e rendere più accessibile l’assistenza anche nelle aree interne o rurali.
In molti Paesi europei, come Regno Unito e Portogallo, questo modello è già realtà, con risultati positivi in termini di efficacia clinica e soddisfazione dei cittadini.
Il valore della fiducia e della responsabilità
La farmacia è da sempre un luogo di relazione e di fiducia. Nel suo bancone non si incrociano solo farmaci, ma parole, ascolto, consigli. Dare ai farmacisti un ruolo più attivo nella gestione dei farmaci significa riconoscere e potenziare questa prossimità umana, non sostituire il medico ma creare una rete di competenze complementari, in cui ciascuno svolge la propria parte per il bene comune.
Perché questo ampliamento di funzioni sia realmente efficace e sostenibile, è però indispensabile che sia accompagnato da un adeguamento del CCNL, capace di riconoscere formalmente le nuove responsabilità, le competenze aggiuntive e il maggiore carico decisionale richiesto ai farmacisti.
Il riconoscimento contrattuale ed economico non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale affinché il principio di sussidiarietà non si traduca in un trasferimento improprio di responsabilità, bensì in una riforma equa e condivisa.
La proposta prevede naturalmente formazione specifica, protocolli chiari e una stretta collaborazione con le ASL, per garantire sicurezza e continuità assistenziale. Ma soprattutto valorizza una logica di alleanza tra professionisti e di fiducia verso la comunità.

Una sanità più vicina e più giusta

Il farmacista prescrittore rappresenterebbe una concreta applicazione della sussidiarietà: un modo per rendere il sistema sanitario più vicino alle persone, più sostenibile e più umano.

Non si tratta solo di efficienza, ma di dignità delle cure e di riconoscimento del valore di ogni professionista della salute.

Investire su questa prospettiva significa credere che la salute non è solo un servizio da erogare, ma un bene comune da custodire insieme – medici, farmacisti, istituzioni e cittadini, ciascuno nel proprio ruolo ma uniti nella stessa responsabilità.