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Decreto bollette, On. Mazzocchi (Cristiano Riformisti): troppo politico e poco strutturale

Antonio Mazzocchi - IlGraffio - Monica Macchioni
Bisognerebbe dire ai cittadini che il nucleare è imprescindibile.

Il nuovo decreto Bollette 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri, mira a ridurre i costi energetici per famiglie e imprese (benefici per 5 miliardi) introducendo pero’ un aumento dell’Irap per le imprese energetiche, creando così un impatto contrastante sul settore in Borsa.

Come Cristiano Riformisti non possiamo che dirci soddisfatti a fronte di questo provvedimento governativo che assegna 105 euro annuali agli utenti, ma siamo abbastanza preoccupati dalla reazione delle Borse anche perché non vengono risolti in modo strutturale i problemi energetici del Paese.

Se è vero infatti che lo Stato con questo aumento incasserà circa 5 miliardi, e’ altrettanto vero però che le aziende, incassando meno utili – vedi il messaggio chiaro che ci manda oggi la Borsa con un meno 5 sulle aziende dell’ENEL e dell’ENI – verseranno meno tasse allo Stato.

Forse, se a fronte di questi provvedimenti politici tesi sicuramente anche a una captatio benevoletiae di tipo elettorale, si dicesse ai cittadini la verità e cioè che senza nucleare entro due anni si dovrà fare un altro provvedimento, si potrebbe ottenere quella consapevolezza necessaria a fare scelte coraggiose, raggiungendo ottimi risultati finanziari, anche di gradimento elettorale.