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Referendum, ilGraffio.net aveva previsto il NO gia dal 28 gennaio, come mai i sondaggisti hanno continuato a dare sempre avanti il Sì?

Gratteri, Landini, Padre Maurizio Raimondo - IlGraffio - Monica Macchioni
Hanno vinto Gratteri, Landini, Conte, Bonelli, la Schlein e Mastella, il Cardinal Zuppi, don Ciotti e il Patriarca Raimondo.

Di Monica Macchioni

Nonostante l’ottima performance mediatica della Meloni che ha provato in corner a metterci la faccia, pur senza voler politicizzare esplicitamente il voto per paura dell’effetto boomerang sul suo governo, il referendum ha dato due messaggi forti e chiari.

Primo.

Gli italiani hanno voglia di esercitare il diritto dovere di voto, ma intendono farlo solo quando e solo se il loro voto conta davvero.

Questo dato e’ inconfutabile ed emerge chiaramente dalla affluenza altissima (quasi il 60 per cento) per un referendum, superiore addirittura ad altre votazioni politiche.

Il che fa pensare alla necessità di modificare la legge elettorale in senso proporzionale e con l’introduzione delle preferenze.

Affinché le segreterie dei partiti vengano esautorate dal pessimo vizio di imporre candidati scelti a tavolino.

Questo a scapito della democrazia e dell’entusiasmo che viene a scemare in campagne elettorali eterodirette dall’alto che cancellano la possibilità di parlare dei temi veramente sentiti dalla popolazione mandando in Parlamento persone scelte dal basso che abbiano l’obbligo morale ma soprattutto la convenienza a tenere rapporti col territorio.

Secondo.

Gli italiani sono stanchi di sentir predicare bene e razzolare male.

Siamo di fronte ad una premier che parla di merito, che comunica benissimo e poi ha sottosegretari leggeri come Del Mastro che accettano di entrare in società che gestiscono pizzerie di dubbia legalità e ministri di Giustizia che definiscono mafiosi i CSM, giusto per fare due esempi tra tanti.

L’uomo solo al comando agli italiani non piace.

E comunque hanno vinto le forze che si sono opposte alla riforma della giustizia, difendendo il simbolo della Costituzione.

Fra i vincitori spiccano il simbolo dell’anti ‘ndrangheta Gratteri, il segretario generale della Cgil Landini, il segretario nazionale dei M5S Giuseppe Conte, la sinistra massimalista di Bonelli e Fratoianni, la Schlein nonostante le papere e l’incapacità totale comunicare (per lei vale il motto di Napoleone che meglio scegliere generali fortunati che bravi).

Hanno sicuramente svolto un ruolo fondamentale, esponendosi pubblicamente per il No, il Capo della CEI Cardinal Zuppi, il prete militante di Libera don Luigi Ciotti e il patriarca della Chiesa Veterocattolica Apostolica Fidelitas padre Maurizio Raimondo che hanno dato una indicazione forte e chiara ai propri fedeli, sostenitori e seguaci: difendere con forza l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

Con questo referendum gli italiani hanno ribadito di credere fermamente nella validità della Costituzione più bella del mondo.

In sintesi, l’idea di riformare la Giustizia non porta fortuna al centrodestra.

Berlusconi perse l’opportunità di riformare la giustizia quando – ascoltando i suggerimenti sbagliati di qualcuno a lui vicino, peraltro non si sa quanto in buona fede – decise di spostare Previti che egli voleva come ministro di Giustizia alla Difesa.

La Meloni ha perso l’opportunità di portare avanti una valida riforma della Giustizia, sbagliando l’obiettivo e la sua comunicazione.

Questo ai danni del Paese che avrebbe bisogno di riformare in profondità la giustizia, ma in garantista, abolendo la carcerazione preventiva, rivedendo tutto il sistema delle carceri, non costruendone di nuove e non provando a cambiare la Costituzione o cercando di imbavagliare i giornalisti.

Per diventare autenticamente liberali, la strada e’ ancora lunga.