Una selezione di dodici opere che formano un’unica narrazione espositiva in cui la coppia di arte e di vita si interroga sull’individuo, nella sua forma duale con le sue nevrosi e le sue tensioni, proiettato ad una nuova concezione del sé e del corpo, confrontandosi con la mutevolezza delle identità, con la dialettica della vita e della morte.
L’imperativo è quello di conservare la bellezza, la giovinezza, eternizzando il corpo, divinizzando la mente, tra virtuale e reale, convivendo con telefonini e computer, sempre più sofisticati e criptici, mentre, tanto che, sempre di più, ci convinciamo di essere uno stadio di evoluzione, capace di creare trasformazione, che ci può portare verso qualche cosa di inedito come forma del contenuto e come coscienza estetica ed artistica.
“Si tratta di sublime che chiede nuove chiavi linguistiche, nuove categorie interpretative – spiega il prof. Lettieri. La conclusione possibile, è che si tratta di convivere con la moltiplicazione delle interpretazioni, perché appunto, essendo uno stadio dell’evoluzione della specie e non il frutto, l’esito, dell’evoluzione, ipotizzando che, sempre più si potranno scrivere delle eccezioni alle regole, nel tentativo di conservare il nostro passaggio sulla terra, lusingati dalla capacità di progettare e costruire protesi, non solo fisiche, ma anche mentali, come inserimento di speciali chip nel cervello, come specularità all’uso del web e tutto quanto si sta prospettando a velocità mai viste prima. Il problema è, qualitativo e quantitativo insieme, genetico di una nuova condizione mentale e fisica, di cui ancora una volta l’arte si incarica d’essere testimonianza, la concettuale e la body, che vivono una condizione di frontiera e si nutrono di tutta le questioni che inquietano e rendono precaria ogni condizione fisica e mentale, come si può leggere nelle analisi ardite e spregiudicate di questi due artisti, che scelgono di essere uno, proposti come starter di un ragionamento eretico e sperimentale”.
Al dibattito di apertura, moderato da Letizia Bonelli, parteciperanno lo storico dell’arte Giuseppe D’avanzo, la fotografa e incisore Barbara La Ragione, la poetessa Clotilde Punzo, lo psichiatra Paolino Cantalupo e gli artisti Mauro Maurizio Palumbo e Vito Polito.