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Napoli. Continua la rassegna d’arte “Penne e pennelli” al Clubino di Napoli in via Luca Giordano 73, il salotto culturale presieduto da Piera Salerno.

Peca Petrizzo - IlGraffio - Monica Macchioni
In programma la mostra del duo Peca Petrizzo, dal titolo “Heaven & Hell”, curata dal critico d’arte Pasquale Lettieri, docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, con vernissage martedì 14 aprile alle ore 17.00.

Una selezione di dodici opere che formano un’unica narrazione espositiva in cui la coppia di arte e di vita si interroga sull’individuo, nella sua forma duale con le sue nevrosi e le sue tensioni, proiettato ad una nuova concezione del sé e del corpo, confrontandosi con la mutevolezza delle identità, con la dialettica della vita e della morte.

L’imperativo è quello di conservare la bellezza, la giovinezza, eternizzando il corpo, divinizzando la mente, tra virtuale e reale, convivendo con telefonini e computer, sempre più sofisticati e criptici, mentre, tanto che, sempre di più, ci convinciamo di essere uno stadio di evoluzione, capace di creare trasformazione, che ci può portare verso qualche cosa di inedito come forma del contenuto e come coscienza estetica ed artistica.

“Si tratta di sublime che chiede nuove chiavi linguistiche, nuove categorie interpretative – spiega il prof. Lettieri. La conclusione possibile, è che si tratta di convivere con la moltiplicazione delle interpretazioni, perché appunto, essendo uno stadio dell’evoluzione della specie e non il frutto, l’esito, dell’evoluzione, ipotizzando che, sempre più si potranno scrivere delle eccezioni alle regole, nel tentativo di conservare il nostro passaggio sulla terra, lusingati dalla capacità di progettare e costruire protesi, non solo fisiche, ma anche mentali, come inserimento di speciali chip nel cervello, come specularità all’uso del web e tutto quanto si sta prospettando a velocità mai viste prima. Il problema è, qualitativo e quantitativo insieme, genetico di una nuova condizione mentale e fisica, di cui ancora una volta l’arte si incarica d’essere testimonianza, la concettuale e la body, che vivono una condizione di frontiera e si nutrono di tutta le questioni che inquietano e rendono precaria ogni condizione fisica e mentale, come si può leggere nelle analisi ardite e spregiudicate di questi due artisti, che scelgono di essere uno, proposti come starter di un ragionamento eretico e sperimentale”.

Al dibattito di apertura, moderato da Letizia Bonelli, parteciperanno lo storico dell’arte Giuseppe D’avanzo, la fotografa e incisore Barbara La Ragione, la poetessa Clotilde Punzo, lo psichiatra Paolino Cantalupo e gli artisti Mauro Maurizio Palumbo e Vito Polito.