Altri graffi

Menti-RAI

Cerno, Ranucci - IlGraffio - Monica Macchioni
Cerno, per depistare dal selfie Meloni-Amico, invita Ranucci ad occuparsi di Mps, cosa peraltro già avvenuta più volte, anche su David Rossi. Ma a forza di scherzar col fuoco, potrebbero scoperchiarsi altri vasi di Pandora …

Di Monica Macchioni

Se la Rai continua in questo modo – fra le sfuriate improprie di Bruno Vespa contro un rappresentante del popolo all’opposizione del governo Meloni e il like del direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini alla piattaforma Esperia che attacca il programma Report, quindi like drammaticamente contro se stesso in un raro ma non isolato atto di tafazismo! – forse vale la pena aprire una rubrichetta sul graffio.net chiamandola Menti-Rai per giocare proprio sul doppio senso, ovvero da un lato sulla “arguzia” di chi oggi sta al timone di una azienda strategica come quella radiotelevisiva italiana e non è in grado di manovrarla e dall’altro lato tutte le bugie della propaganda che continuano ad andare in onda in spregio al codice etico Rai e al nobile ma ormai desueto mestiere del giornalista, che non è ne’ quello del pennivendolo, ne’ quello lacchè’ del potere di turno.

Fare giornalismo significa dare informazioni il più possibile asettiche partendo dai fatti che hanno la testa dura.

Una trasmissione come Report, fiore all’occhiello del giornalismo di inchiesta, anziché essere valorizzata per prestigio e autorevolezza dalla azienda Rai, che dovrebbe promuoverla, e preoccuparsi che altri programmi ne parlino e la lancino, non ha avuto neanche il lancio di Rainews24 ne’ l’ausilio di Televideo, della serie: prima o poi Ranucci esasperato si arrenderà e si deciderà a mollare una Rai matrigna che lo tratta da mesi a pesci in faccia.

Meno male che ci sono i telespettatori che fanno ancora sentire forte e chiara la loro voce e premiano Report che ieri sera ha fatto il 10 per cento di share con punte del 12 per cento, in pratica il 400 % di media delle Rete3.

Ma nonostante questi risultati che incoronano Report per apprezzamento, c’e’ chi come il direttore del Giornale della famiglia Angelucci lautamente pagato dalla azienda pubblica usa lo spazio del 2 di Picche per pontificare sistematicamente contro Report.

Bell’esempio di applicazione del codice etico!

Forse Giampaolo Rossi fa la pennichella durante il 2 di Picche perché non è la prima volta che Cerno viola il codice etico e attacca dalla Rai una trasmissione in onda sulla Rai.

E l’ad Rai non è mai intervenuto.

Come mai ?

Qualcuno lo svegli dal letargo e lo tenga informato di ciò che va in onda.

E magari lo metta davanti a un bivio: o abolisce l’esistenza del codice etico o sanziona Cerno.

Basta buffonate!

Quanto alle notizie che rovinano i pezzi, Cerno – nell’evidente ma disperato tentativo di compiacere la premer in carica – e mi piacerà vedere al prossimo governo se sarà in grado di esibirsi in un suo veloce, anzi fulmineo riposizionamento – ha fatto una arrampicata sugli specchi degna di un acrobata circense per cercare di far parlare d’altro.

Collegamento ardito.

Improbabile.

Mal riuscito.

Partendo dal selfie di Giorgia Meloni con Gioacchino Amico, infatti, scivola velocemente sui Senese – nome noto fra le famiglie di mafia -ma dai Senese si sposta roccambolescamente su Siena, Città della Banca MPS, definita come lo scrigno del Pd.

Evidentemente però, non essendo Cerno molto preparato in retroscena politici e meccanismi veri del potere e provando permanentemente l’astio del beneficato riottoso verso quel Pd che ha avuto la colpa e la miopia di volerlo portare in Parlamento, questo collegamento inventato ad arte per depistare dal selfie Meloni-Amico corre il rischio di tornargli indietro come un boomerang.

Cerno chiede a Ranucci di buttare un faro sulla vicenda Mps attribuendola ai nipotini di Stalin, come se egli avesse mollato l’abito del giornalista per indossare solo quello del “commentatore fine e raffinato” che vorrebbe attribuirgli la Rai per giustificare il suo lauto compenso.

Premesso che sulla raffinatezza di Cerno ci sarebbe davvero molto da obiettare, ma qui probabilmente rientreremmo in un campo minato, e dunque decidiamo di limitarci ai fatti.

Innanzitutto Cerno ignora che la trasmissione Report si è più volte soffermata, con il rigore che la contraddistingue, sulla vicenda Mps, ivi compreso il caso David Rossi; e magari un giornalista – che la Rai definisce per autogiustificarsi per via del contratto con lui stipulato, tra “i professionisti più preparati su tematiche inerenti all’attualità” – anche se diventa commentatore o opinionista avrebbe l’obbligo deontologico di informarsi bene prima di dire cose false, sbagliate o inesatte.

E comunque Cerno non si accorge che, così facendo, se venisse ascoltato e dettagliatamente preso sul serio, potrebbe andare a scoperchiare vasi di Pandora davvero molto delicati che finirebbero magari con l’andare perfino a pestare i piedi al vero re di Roma e non solo.

E non so quanto questo mal di calli possa far bene oggi alla sua beniamina Giorgia Meloni.