Di Monica Macchioni
Scopriamo – ma solo perché qualcuno ha avuto la brillante idea di indire pure una conferenza stampa a riguardo, della serie facciamoci molto male da soli – che l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha avviato il bando multi-tematico “Space and Blue”, con un plafond complessivo di circa 2 milioni di euro per 24 mesi relativo allo sviluppo di nuovi progetti e tecnologie trasversali tra i domini dello spazio e del mare.
Questo bando, che scadrà il 23 maggio prossimo, è stato proposto nell’ambito della Convenzione tra l’ASI e il ministero delle Imprese e del Made in Italy per le iniziative a supporto della Space Economy e intende – così affermano – agevolare e consolidare il dialogo tra comunità scientifica, comparto industriale e istituzioni.
Ma la domanda che sorge spontanea e’: chi ha pensato a questo bando si è fatto due conti prima di suonare la fanfara a sproposito?
Secondo questi inguaribili ottimisti, infatti, con quali risorse sara’ possibile finanziare attività di ricerca e sviluppo per una durata di massimo 24 mesi per progetto, favorendo a loro dire collaborazioni strategiche in aree tematiche trasversali, promuovendo innovazione e competitività, se si ha a disposizione poco più di 80 mila euro al mese?
E per soli 2 anni?
Ma qualcuno ha idea di quanto investa la vicina Francia in questi settori strategici?
Qualcuno si rende conto dei numeri che mette a disposizione la Nasa?
O di quelli che investe ogni anno la Cina con la sua Agenzia Spaziale (China Aerospace Corporation)?
Stiamo parlando di settori fondamentali e delicati che hanno davvero dei costi immani anche per l’utilizzo di tecnologia sofisticatissima.
Ma come pensano di coprire i costi anche solo per il monitoraggio e per l’integrazione tra i sensori subacquei e i sistemi satellitari?
Come pensano di affrontare il settore della Robotica e della intelligenza artificiale?
O quello della automazione e della gestione dati in ambienti ostili?
Per non parlare del settore Energia: rinnovabili marine e tecnologie spaziali.
E tutte le complessità ad essi collegati vedi la cybersecurity, fondamentale per garantire l’integrità e la sicurezza delle trasmissioni dati; per non parlare del lavoro di protezione e prevenzione dei flussi informativi e dei cavi sottomarini.
Insomma viene mal di testa al solo leggere questi nomi.
Va bene che la Propaganda muove da sempre il mondo e indirizza il genere umano e le sue azioni e che Goebbels ne era un maestro indiscusso, soprattutto per quanto riguarda la capacità di modificare l’orientamento del consenso e della percezione di massa.
Ma così non tiene proprio.
Siamo costretti a rassegnarci: si sa che la Storia quando si ripete, in genere passa dalla Tragedia alla Farsa.