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Fondo Montagna, Quadrini (Provincia Frosinone / ANCI Lazio): “Pronti a fare le barricate al fianco dei nostri Sindaci. No a una burocrazia geometrica che cancella i diritti delle aree interne e della Ciociaria”

Quadrini - IlGraffio - Monica Macchioni
"La montagna non è una formula matematica, né un freddo calcolo altimetrico fatto a tavolino nei palazzi della burocrazia romana. Dietro la definizione di 'Comune montano' ci sono comunità vive, agricoltori che presidiano il territorio, scuole che garantiscono il futuro dei nostri figli e sindaci che ogni giorno, con risorse minime, fanno i salti mortali per combattere lo spopolamento e il dissesto idrogeologico. Togliere questa qualifica ai nostri territori significa condannarli all'isolamento".

Con queste parole Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio, interviene con fermezza nel dibattito sollevato dall’applicazione dei nuovi criteri della riforma della montagna, che rischiano di escludere numerose realtà locali dai benefici del Fondo Sviluppo Montagne Italiane (FOSMIT) e dalle storiche agevolazioni fiscali e dei servizi.

Quadrini, da sempre in prima linea nella difesa delle specificità territoriali e nel coordinamento istituzionale tra i sindaci, esprime totale solidarietà e vicinanza a tutti i primi cittadini che in queste ore stanno vedendo i propri territori declassati. Una scure che sta colpendo duramente tutto il Lazio, da nord a sud, provocando una reazione compatta delle amministrazioni locali.

“In provincia di Frosinone la preoccupazione è altissima e i sindaci sono pronti a far sentire la propria voce”, spiega Quadrini. “Tra i vari comuni esclusi della nostra provincia, sono stato contattato direttamente dagli amministratori del Comune di Pico, che mi hanno espresso tutta la loro apprensione e mi hanno chiesto di intervenire per fare qualcosa per bloccare questa ingiustizia. È un grido d’aiuto che non resterà inascoltato e che si unisce alla forte mobilitazione degli altri territori della regione. Guardiamo a quanto sta accadendo nel viterbese, dove il Comune di Vitorchiano e altri centri dell’area dei Cimini, esclusi dalla delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio, hanno già formalizzato l’autorizzazione al Sindaco per impugnare il provvedimento e aderire al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica promosso attraverso l’Asmel. Vitorchiano e gli altri enti stanno dimostrando che i territori sanno fare squadra di fronte ai soprusi burocratici, inserendosi in un contesto nazionale che vede già ben 174 Comuni schierati in prima linea nella battaglia legale e politica”.

“Escludere realtà come Pico o Vitorchiano basandosi solo sulla pendenza o sull’altezza sul livello del mare è un errore concettuale gravissimo”, incalza il Dirigente di ANCI Lazio. “La vera ‘montanità’ si misura con lo svantaggio strutturale: la distanza dagli ospedali, la carenza di collegamenti infrastrutturali, l’invecchiamento della popolazione e la fatica quotidiana di mantenere aperti i servizi essenziali. Pensare che territori dell’Appennino centrale o del nostro medio e alto Frusinate possano perdere le deroghe per il mantenimento dei plessi scolastici o l’esenzione dall’IMU agricola è inaccettabile. Si rischia di dare il colpo di grazia all’economia locale”.

Per dare immediata concretezza alla mobilitazione, Quadrini ha attivato ufficialmente i canali interni dell’associazione dei comuni: “Ho rivolto un appello formale e accorato alla Presidente della Consulta dei Piccoli Comuni di ANCI Lazio, la Dott.ssa Lubiana Restaini, affinché si faccia portavoce di questa grave emergenza. Le ho chiesto di portare con fermezza le nostre richieste, e quelle di tutti i Comuni del Lazio ingiustamente rimasti esclusi dall’elenco, sia all’interno dei tavoli di ANCI Nazionale sia direttamente presso il Governo centrale. Confido ciecamente nella sua determinazione e nella sua sensibilità: Lubiana è una professionista straordinaria che conosce a fondo il valore dei piccoli borghi e delle aree interne, e sono certo che saprà far valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”.

“I tagli reali o presunti ai fondi nazionali non possono essere scaricati sulle spalle dei piccoli Comuni”, conclude il Consigliere Provinciale e Dirigente regionale. “Se la burocrazia cancella la storia e le necessità dei nostri paesi, noi risponderemo con la concretezza dell’azione politica e territoriale. Chiediamo criteri di ripartizione e di classificazione che guardino alla realtà sociale e geografica dei territori, non a calcoli teorici che penalizzano il Centro-Sud. La Ciociaria e tutto il Lazio interno non faranno un passo indietro”.