Castello Sforzini di Castellar Ponzano – «Le dichiarazioni dell’onorevole Federico Mollicone sul carattere nazionale e non partitico dell’eredità di Pier Paolo Pasolini sarebbero condivisibili, se non fossero clamorosamente smentite nei fatti dalla gestione della cultura in Italia.»
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.
«Il Governo continua a evocare pluralismo, dialogo e libertà d’espressione. Ma quando la Biennale di Venezia esercita la propria autonomia istituzionale per garantire uno spazio di dialogo e di libertà artistica fuori dalla logica delle sanzioni culturali, arrivano le pressioni politiche, le gogne pubbliche e le minacce di taglio ai finanziamenti. È questa la libertà culturale?»
«Non si può sostenere che Pasolini appartenga a tutti e, allo stesso tempo, pretendere che le grandi istituzioni culturali debbano rispondere alle direttive dell’esecutivo. Non si può invocare il pluralismo solo per rivendicare l’eredità di un grande autore e dimenticarlo quando un museo, una fondazione o una biennale difendono la propria indipendenza.»
«La cultura non è e non deve diventare il braccio operativo della politica estera. La distinzione tra le responsabilità dei governi e la libertà espressiva degli artisti e delle istituzioni culturali è un principio cardine della nostra civiltà. Giudicare un artista, uno spazio artistico o un’opera sulla base della convenienza geopolitica del momento introduce un precedente illiberale che svuota di senso la tradizione culturale italiana.»
«Pasolini si è sempre opposto alla censura di Stato, all’omologazione e alle verità di palazzo. Non si tratta di fare speculazioni su cosa penserebbe oggi di singoli contesti geopolitici, ma di difendere la sua lezione di metodo: l’arte rifiuta i diktat del potere e non chiede il permesso di esistere. È esattamente questa postura critica che oggi si tenta di normalizzare.»
«La domanda al Governo è semplice: la libertà della cultura vale sempre o soltanto quando produce risultati graditi? Perché se la cultura è libera solo a intermittenza o sotto ricatto finanziario, non siamo di fronte alla libertà, ma al conformismo d’apparato.»
«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale non accetta doppi standard. Chi invoca la figura di Pasolini abbia il coraggio di difendere l’autonomia delle istituzioni culturali fino in fondo, anche quando assumono posizioni scomode. In caso contrario, il richiamo al suo pensiero resta una semplice operazione di marketing politico.»
Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale


