Nel complesso scenario dei movimenti partitici e delle riforme del welfare locale che interessano i distretti urbani e le province del Mezzogiorno, l’attenzione verso la tutela dei diritti fondamentali delle fasce di popolazione più vulnerabili rappresenta una priorità non più rinviabile per la pubblica amministrazione. La città di Taranto registra un significativo riassetto all’interno del proprio quadro politico e civile con l’annuncio ufficiale dell’ingresso dell’avvocato Lorenzo Iacobbi nelle fila di Azione. Iacobbi, stimato professionista e presidente nazionale del Centro Studi Famiglia, ha scelto di inaugurare questo nuovo percorso di militanza lanciando una forte e concreta iniziativa istituzionale: una proposta strutturata, elaborata in stretta sinergia con il consigliere comunale Enzo Di Gregorio, volta a istituire formalmente nel capoluogo ionico la figura indipendente del Garante dei diritti delle persone anziane.
Il superamento del bipolarismo fallimentare e l’approdo al centro liberale
La decisione dell’avvocato Iacobbi di aderire al partito guidato da Carlo Calenda giunge al termine di una breve esperienza maturata all’interno della Democrazia Cristiana tarantina. Il professionista, da oltre trent’anni impegnato in prima linea sul fronte delle problematiche sociali, assistenziali e del diritto di famiglia, ha spiegato la necessità di trasferire le proprie competenze in un progetto politico solido, dichiaratamente ispirato ai principi cardine dell’europeismo, del riformismo e della democrazia liberale e popolare. Secondo l’analisi di Iacobbi, l’attuale scontro bipolare ha dimostrato ampiamente il proprio fallimento, riducendosi a una sequenza di slogan urlati e promesse irrealizzabili che alimentano la disaffezione dei cittadini e l’astensionismo, mali che vanno combattuti ripristinando la cultura del buongoverno e della mediazione sul territorio.
La proposta di Enzo Di Gregorio in Consiglio comunale e lo schema di regolamento
L’ordito operativo del nuovo corso si è concretizzato immediatamente sul piano amministrativo. Il consigliere comunale di Azione, Enzo Di Gregorio, ha infatti depositato formalmente presso l’Ufficio Protocollo del Municipio un atto ufficiale accompagnato da una dettagliata bozza di regolamento comunale. Il testo, alla cui stesura ha contribuito attivamente lo stesso Iacobbi mettendo a disposizione il proprio bagaglio di competenze legali, mira a colmare una lacuna profonda nell’organizzazione interna dell’ente tarantino. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di allineare tempestivamente la città d’arte ai modelli di civiltà e di protezione sociale già felicemente sperimentati e adottati con successo in altre realtà d’Italia, tra cui le Regioni Lombardia e Lazio e i Comuni di Genova, Siena, Sanremo e Trapani.
I tre ambiti di intervento del Garante: ascolto, vigilanza sulle RSA e invecchiamento attivo
Sotto il profilo strettamente tecnico e normativo, l’istituendo Garante degli anziani si configurerà come un organo di garanzia del tutto indipendente, privo di vincoli gerarchici con la giunta e, soprattutto, strutturato per operare in modo completamente gratuito, senza determinare alcun aggravio o costo per le casse del bilancio comunale. L’attività di questo presidio di civiltà si svilupperà in modo flessibile lungo tre principali direttrici d’intervento. Il primo settore sarà interamente dedicato all’ascolto e alla tutela diretta, mediante la raccolta di segnalazioni dei cittadini relative a disservizi o presunti abusi. Il secondo ambito riguarderà la vigilanza rigorosa sulle strutture residenziali e socio-sanitarie, comprese le RSA, e sulla qualità dell’assistenza domiciliare. Il terzo filone, infine, promuoverà le politiche volte all’invecchiamento attivo, per contrastare l’isolamento rionale.
Le persone anziane come memoria storica e pilastro del welfare familiare
Il manifesto ideale che sorregge il progetto mette al centro il valore intangibile della persona e il rispetto dovuto a una generazione che ha edificato il benessere del Paese e che troppo spesso si trova a fare i conti con la solitudine e le barriere dell’esclusione sociale. Iacobbi ha voluto ricordare come una comunità civile e moderna debba sapersi misurare dalla capacità di proteggere le proprie radici: «Le persone anziane sono la nostra memoria storica e molto spesso rappresentano il pilastro silenzioso del welfare familiare. Ma oggi una parte consistente di questa popolazione affronta quotidianamente difficoltà enormi, esposta al rischio di emarginazione e a pesanti ostacoli nell’accesso alle prestazioni sanitarie e ai tempi della medicina territoriale. Istituire il Garante a Taranto significa passare dalle parole ai fatti con un presidio a costo zero».
La cooperazione con l’Asl e il Terzo settore per un domani più umano
In ultima analisi, la richiesta di istituire questo nuovo organismo si offre alla pubblica opinione e ai cittadini come un’opportunità strategica per ricostruire un canale di comunicazione trasparente tra le famiglie e le istituzioni sanitarie locali. Il Garante avrà il compito di mantenere un confronto costante e costruttivo con i vertici dell’Asl di Taranto, con le associazioni del Terzo settore e con l’associazionismo rionale, raccogliendo i bisogni materiali e psicologici della popolazione per tramutarli in risposte rapide ed efficaci. Sradicare gli anziani dalla solitudine e i giovani dall’isolamento individuale degli schermi digitali, favorendo momenti di dialogo intergenerazionale all’aria aperta, costituisce la via maestra per far crescere il territorio. La parola passa ora all’esame del Consiglio comunale, con l’auspicio che l’assemblea sappia approvare la delibera all’unanimità nel segno della solidarietà e della giustizia sociale.


