Roma – Ci sono risultati elettorali che superano i confini dei singoli territori per trasformarsi in veri e propri terremoti politici capaci di scuotere le fondamenta stesse delle democrazie occidentali. Il clamoroso trionfo del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) nelle elezioni regionali del Land della Sassonia-Anhalt — dove ha letteralmente sbaragliato gli avversari conquistando oltre il 44% dei consensi storici — ha inviato un brivido freddo nel cuore delle istituzioni comunitarie. Di fronte a questa poderosa spinta nazionalista e radicale nel cuore dell’Europa, si leva alta, ferma e preoccupata la voce del Movimento dei Cristiano Riformisti, che per bocca del proprio presidente, l’onorevole Antonio Mazzocchi, lancia un accorato e accattivante appello alla mobilitazione delle coscienze civili e democratiche.
La forte inquietudine per lo scenario geopolitico internazionale si salda, nella riflessione dei Cristiano Riformisti, con un forte e circostanziato allarme per le recenti e scivolose dinamiche della politica interna italiana. A destare profondo sconcerto e irritazione nell’area moderata sono state le ultime, spavalde uscite pubbliche dell’europarlamentare Roberto Vannacci a margine dei lavori e dei serrati confronti avvenuti al prestigioso Forum di Cernobbio. Utilizzando sui propri profili social l’ironica ed evocativa espressione «Nessun dorma», il generale ha lanciato un chiaro segnale di sfida e di orgoglio identitario che, secondo Mazzocchi, non può e non deve in alcun modo essere declassato a semplice provocazione estiva o folklore mediatico.
L’asse Cernobbio-Sassonia: la minaccia strisciante denunciata da Mario Monti
Questo atteggiamento di rottura, secondo la nota ufficiale diramata dal Movimento, conferma la necessità assoluta di mantenere ai massimi livelli la guardia istituzionale, radiografando con rigore la natura e l’origine profonda delle proposte politiche sovraniste che avanzano nel nostro Paese. La spavalderia di certe affermazioni dimostra che la presenza e l’attivismo di determinate figure sulla scena pubblica rappresentano un elemento di reale e quotidiana preoccupazione per tutti i cittadini che si riconoscono nei valori delle istituzioni repubblicane. È una preoccupazione d’altronde ampiamente condivisa da autorevoli e storiche figure dello Stato, a partire dal senatore a vita ed ex premier Mario Monti, il quale proprio dal palco di Cernobbio ha pubblicamente e severamente denunciato i rischi imminenti di una pericolosa e strisciante “retorica di stampo fascista”.
Il presidente Antonio Mazzocchi, parlando a nome di tutta la comunità dei Cristiano Riformisti, ha voluto quindi tracciare una linea di confine etica invalicabile, richiamandosi ai principi cardine dellaDottrina sociale e del riformismo di matrice cristiana. Di fronte al dilagare di linguaggi d’odio, populismi e spinte autoritarie che soffiano sia nelle urne della Germania dell’Est sia nei post provocatori dei singoli leader di casa nostra, il Movimento intende riaffermare con fermezza la propria totale, incondizionata adesione ai valori universali e non negoziabili della libertà individuale, della tolleranza reciproca, dell’accoglienza e della democrazia rappresentativa.
Un appello alle forze moderate: difendere la libertà giorno per giorno
L’appello finale dei Cristiano Riformisti si rivolge direttamente a quel vasto e spesso silenzioso perimetro composto dalle forze sane, moderate, europeiste e autenticamente democratiche della nazione. L’obiettivo è quello di fare quadrato, azzerando le storiche divisioni di fazione per vigilare uniti a difesa della Costituzione. La libertà e la democrazia, ricorda con forza l’onorevole Mazzocchi, non sono conquiste immobili e garantite per sempre, ma beni preziosi ed estremamente fragili che vanno protetti, curati e difesi ogni singolo giorno di fronte a qualunque rigurgito nostalgico o tentazione autoritaria. Il voto della Sassonia-Anhalt è il campanello d’allarme definitivo: per l’Europa e per l’Italia è giunto il momento di svegliarsi dal torpore prima che sia troppo tardi.


