Roma – In un’epoca politica dominata troppo spesso dalla frenesia dei social network, dagli slogan urlati e da una preoccupante perdita di memoria storica, c’è ancora un luogo dove le idee, i valori e le tradizioni tornano al centro del dibattito, con calma e profondità. Quel luogo fisico e dell’anima è ITACA 2026, il tradizionale, prestigioso e irrinunciabile appuntamento politico-culturale che giunge quest’anno alla sua nona, attesissima edizione.
Come magistralmente annunciato da Pino Cangemi, storico pilastro e anima della kermesse, Itaca riapre ufficialmente le sue porte oggi pomeriggio alle ore 17.00. Non sarà una semplice passerella politica, ma un vero e proprio cantiere di idee: un luogo di incontro, di confronto acceso ma rispettoso, aperto a sensibilità e culture profondamente diverse, con la partecipazione di circa 80 tra autorevoli giornalisti, pensatori e relatori che daranno vita a un dialogo trasversale e plurale per il futuro dell’Italia.
Il ritorno alle origini: Laerte, il re contadino simbolo della Patria
Ciò che rende questa nona edizione di Itaca un evento politicamente e umanamente straordinario è la scelta del suo simbolo guida. Se negli anni scorsi i riflettori erano puntati sul viaggio, quest’anno il protagonista assoluto e indiscusso è Laerte, l’anziano e saggio padre dell’eroe Ulisse. Una figura che la letteratura considera apparentemente marginale, ma che in realtà è portatrice di un significato simbolico di una potenza devastante, specialmente per i tempi smarriti che stiamo vivendo.
Laerte è l’emblema della saggezza: è un re che, dopo una vita di battaglie, sceglie deliberatamente di spogliarsi delle vesti regali per vivere lontano dai fasti del potere, ritirandosi in campagna e dedicandosi anima e corpo al lavoro della terra, con le sue stesse mani. Le sue mani segnate dalla fatica affondano nella nuda terra, esattamente come le sue radici affondano nella memoria, nella storia e nel senso di appartenenza a una comunità. Omero lo accosta al mondo agreste, alla purezza del sudore e alla semplicità di una vita distante dalla dimensione eroica, ma infinitamente più vera. Il legame tra il padre Laerte e il figlio Ulisse diventa così una potentissima metafora politica: un sodalizio d’amore puro per la propria Patria. Come ricorda emozionato Cangemi, “non c’è alcun viaggio senza un luogo sicuro in cui tornare, né alcun futuro senza radici solide da cui ripartire”.
Il coraggio delle donne: il prestigioso “Riconoscimento Penelope”
Ma Itaca 2026 non guarda solo al passato, celebra anche chi costruisce silenziosamente il nostro presente. Accanto alla figura di Laerte, c’è un altro pilastro immortale del mito omerico che verrà doverosamente onorato: Penelope, simbolo di attesa, resilienza e intelligenza.
In un gesto di grandissima civiltà e riconoscenza istituzionale, l’organizzazione conferirà il prestigioso Riconoscimento “Penelope” a 25 donne eccezionali, attualmente impegnate in prima linea nella pubblica amministrazione. Si tratta di un tributo doveroso e commosso a quelle donne (sindache, amministratrici, dirigenti) che lavorano quotidianamente nell’ombra, spesso lontane dai riflettori, ma che con impegno, sacrificio e responsabilità instancabile contribuiscono ogni singolo giorno a tessere, ricostruire e tenere unito il fragile tessuto sociale delle nostre amate comunità locali.
Il grande dibattito: i Governatori a confronto e l’intervista a Tajani
Il programma dei lavori, che culminerà sabato sera con l’assegnazione dell’ambitissima “Nave di Ulisse” a 20 illustri premiati, parte oggi con un’agenda di altissimo profilo istituzionale.
Alle 17.00 il sipario si alzerà con un dibattito cruciale, vitale per capire il futuro del nostro Paese, incentrato sul ruolo e sul peso delle Regioni d’Italia. Sul palco si confronteranno tre pesi massimi del governo dei territori: il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il Presidente del Piemonte Alberto Cirio. Sarà un’occasione unica per discutere di autonomia, sanità e sviluppo economico. Subito a seguire, l’evento offrirà un altro momento di caratura internazionale, con l’attesissima intervista a tutto campo al Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, chiamato a fare il punto sulle infuocate dinamiche geopolitiche mondiali e sul ruolo chiave dell’Italia in Europa e nel mondo. Itaca è ufficialmente salpata.


