«Tra Pontida e Orvieto sento parlare troppo di chi avrebbe tradito chi.
Salvini accusa Vannacci, prontamente ricambiato dall’ufficiale in pensione. Francamente è il problema meno interessante.
Non siamo davanti a una storia di amicizie finite male: stiamo discutendo di quale destra debba governare l’Italia nel terzo millennio».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.
«A Orvieto sento dire che “la destra o è sociale o non è”.
È la tesi di Alemanno, e che trova fertile accoglienza nelle nostalgie del Mussolini socialista e significativa assonanza con le ricette economiche dei 5stelle di Conte.
Non a caso Conte e Vannacci sono allineati anche sulla politica estera.
No.
Una destra che è soltanto sociale, sul piano economico, finisce semplicemente per essere di sinistra.
La destra moderna che serve all’Italia deve essere nazionale e liberale, sociale ma anche liberista, dalla parte dell’impresa, del lavoro, della proprietà e della classe media che produce ricchezza.
Altrimenti cambiano le bandiere, ma resta lo statalismo».
«Il punto, quindi, non è stabilire se Meloni possa allearsi con Vannacci: su questo è stato lucidamente chiarissimo La Russa.
Il punto è che il naturale alleato di Vannacci è Giuseppe Conte: i programmi coincidono perfettamente, sia sulla politica estera sia sulle ricette economiche».


