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Vittorio e il cerchio tragico, Intervista a Evelina Sgarbi: “scossa nel vedere mio padre solo, silente e denutrito”

Vittorio e il cerchio tragico, Intervista a Evelina Sgarbi. - ilGraffio - Monica Macchioni
Avrebbe potuto essere ministro della Cultura dopo Sangiuliano, europarlamentare, consigliere regionale. E invece oggi è’ solo Vittorio, padre di Evelina, ricoverato al Gemelli perché rifiuta di nutrirsi, preda della depressione

Avrebbe potuto essere ministro della Cultura dopo Sangiuliano, europarlamentare, consigliere regionale.

E invece oggi è’ solo Vittorio, padre di Evelina, ricoverato al Gemelli perché rifiuta di nutrirsi, preda della depressione, consapevole forse della fine ingiusta che la sorte ha serbato per lui, massimo esperto di arte a livello mondiale, genio incompreso, critico criticato, showman sopra le righe, amato e odiato, sempre visibile, re del jet-set, amico dei potenti e dei collezionisti.

Ma come ha fatto Vittorio Sgarbi a scivolare fuori dall’Olimpo nel quale è’ rimasto indisturbato e osannato per 40 anni senza andare mai fuori tempo, sempre all’avanguardia, dannunzianamente, per infilarsi nel cuneo dei comuni mortali?

Il paradosso è’ che l’inizio del declino di Vittorio è’ cominciato proprio nel 2022, cioè quando è’ stato nominato sottosegretario alla Cultura: deduciamo che ciò non sia dipeso da lui ma da una nuova gestione del personaggio.

La figlia, Evelina, è’ stata tenuta lontana dal padre da una sorta di cerchio magico.

Un rapporto conflittuale di amore e odio, “perché in fondo siamo molto simili”, con questo padre prorompente, che spesso è’ stato anche un percorso ad ostacoli, che tuttavia non ha impedito di volergli bene e di esserne orgogliosa.

Il dna non è una opinione e i tratti di genialità del padre si scorgono nella parlata colta e spigliata della figlia, nel suo timbro di voce che al telefono assomiglia tantissimo a quello della zia, Elisabetta Sgarbi.

Evelina, come ha trovato suo padre ?

“Quando l’ho visto a settembre 2024, le prime nuvole già cominciavano a comparire sul suo volto, era già molto dimagrito ma parlava e mangiava ancora autonomamente… l’ho rivisto a novembre trasfigurato, dimagrito tantissimo, molto stanco. Mi son chiesta: perché non viene ancora fatto qualcosa di decisivo e importante per la sua salute?

A dicembre ho lavorato tutto il mese in una profumeria a Milano. Ho cercato di contattarlo più volte con telefonate e messaggi, senza ottenere alcuna risposta… normalmente dopo qualche tentativo, essendo sempre super attivo, mi rispondeva o richiamava sempre.

Preoccupata, ho cercato di chiamare le persone del suo entourage stretto, ma sono riuscita a parlare solo con la sorella Elisabetta, che in quel momento non era con lui e mi ha consigliato di insistere.

Solo l’autista ha risposto una volta in maniera evasiva dicendo “non sappiamo cosa faremo per capodanno, non sappiamo se stiamo a Roma, se saremo in Sardegna o dove andremo. Ci sentiamo più in là”.

Non riuscendo più a mettermi in contatto con lui, avendo avuto dalla stampa notizia della sua situazione, di ritorno da un viaggio all’estero, regalo di compleanno di mio cugino, mi sono precipitata a Roma, al Gemelli, per poterlo vedere.

La situazione è’ veramente drammatica.

Molto peggio di quanto avevo letto e mi aspettassi.

Ho trovato una desolazione, una solitudine profonda che non riuscivo ad attribuire a mio padre.

Dimagrito in modo quasi irrecuperabile, terribilmente invecchiato, muto.

Sembrava avesse cento anni.

Mi sono domandata: ma come può un uomo come lui, pieno di energia, di voglia di vivere, provocatore, entusiasta della vita e del mondo, sempre circondato,essere ridotto così?

Come si è potuto arrivare a tutto questo?

Isolato, quasi in stato catatonico, lui, Vittorio Sgarbi, amato o odiato, sempre così attivo, presente ed efficace in tutti i domini della vita pubblica e sociale.

Credo che sia necessario farlo seguire in una apposita struttura, specializzata in psichiatria.

Senza un intervento decisivo non può guarire e, da figlia, fatico ad accettarlo.

Non è sicuramente stato un padre molto presente, sempre circondato, quasi assediato, da persone.

Non sono mai riuscita ad incontrarlo da sola.

Sempre gente attorno.

E mi chiedo oggi:alla fine è stato protetto o, piuttosto isolato?

Questa sua condizione, decisamente inaspettata, mi ha colto di sorpresa e mi ha decisamente turbata, ma io per lui ci sono e ci sarò per aiutarlo a tirare fuori quella forza che sento che lui, nonostante tutto, possiede ancora.