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Liberty, potente motore per il turismo culturale

Liberty, Andrea Spaziale - ilGraffio- Monica Macchioni
Intervista di Monica Macchioni allo studioso Andrea Speziali, massimo esperto e divulgatore del Liberty, fondatore dell’Associazione Italia Liberty

Andrea Speziali – È senza dubbio uno dei massimi esperti italiani dello stile Liberty, considerato oggi il principale studioso e divulgatore di questo movimento artistico. Scrittore, storico dell’arte, curatore di mostre e fondatore dell’associazione Italia Liberty. Speziali ha contribuito in modo significativo alla riscoperta e alla valorizzazione di un patrimonio culturale diffuso ma spesso dimenticato. Nato a Riccione il 28 settembre 1988, ha dedicato tutta la sua attività alla ricerca e alla promozione dello stile floreale, con particolare attenzione alla sua diffusione nel territorio romagnolo e italiano.

Andrea Speziali, come è nata in lei questa profonda passione per il Liberty?
“La mia passione è nata da una scoperta quasi casuale: sfogliando un vecchio album fotografico, da ragazzo, mi imbattei in immagini di ville ornate da decorazioni floreali, ferri battuti sinuosi, vetrate colorate. Quei dettagli mi affascinarono subito. Ma quello che mi colpì ancora di più fu la quasi totale assenza di studi approfonditi su queste architetture. Mi riferisco a villa Antolini (1923) dell’architetto Mirko Vucetich a Riccione. Da lì è nato un percorso di ricerca che è diventato la mia vita.”

Il 2012 è stato un anno importante per la sua carriera, con la pubblicazione del volume “Romagna Liberty” e la nascita del progetto Italia Liberty. Cosa è cambiato per lei da quel momento in poi?
“Quel momento ha segnato la consacrazione pubblica di anni di ricerche. Il progetto Italia Liberty ha avuto un enorme riscontro e ha dato visibilità a un movimento artistico ancora poco considerato nel nostro paese. Da lì ho potuto curare mostre, scrivere altri libri, collaborare con enti pubblici e privati. Ma soprattutto, ho creato una rete di studiosi e appassionati che oggi condividono un obiettivo comune: tutelare e promuovere il Liberty italiano.”

È coinvolto in numerose attività culturali e progetti. Quali sono quelli che ritiene più significativi per la valorizzazione del Liberty oggi?
“Tra i progetti più cari c’è sicuramente il censimento nazionale dell’architettura Liberty, che sto portando avanti attraverso il portale Italia Liberty e le pubblicazioni nelel varie edizioni che accompagnano il festival mondiale “Art Nouveau Week” dall’8 al 14 luglio di ogni anno a partire dal 2019. È una mappatura partecipata che coinvolge studiosi, studenti e cittadini. Poi c’è stato per tre edizioni il concorso fotografico annuale ‘Italian Liberty’ e l’idea di creare un museo diffuso, con itinerari e visite guidate nei luoghi simbolo del Liberty. a Sarnico L’obiettivo è far capire quanto questo stile sia parte integrante della nostra identità artistica.”

Recentemente si è parlato molto della riscoperta di alcuni edifici Liberty dimenticati in Romagna. Quanto è importante questa opera di recupero per la memoria storica collettiva?
“È fondamentale. Ogni edificio Liberty racconta una storia, un’epoca, una visione del mondo in cui l’arte e la bellezza erano parte della vita quotidiana. Recuperare questi luoghi, anche solo attraverso la documentazione fotografica o la digitalizzazione, significa restituire valore al nostro passato e trasmetterlo alle generazioni future. Inoltre, il Liberty è un potente motore per il turismo culturale, capace di attrarre visitatori in cerca di bellezza e autenticità.”

Il suo primo libro, “Una stagione del Liberty a Riccione”, si concentra su un territorio molto specifico. Perché questa scelta?
“Perché Riccione, come molte località della riviera adriatica, conserva un patrimonio Liberty straordinario, spesso ignorato. In quel libro ho voluto raccontare una storia locale che è anche nazionale, fatta di ville, giardini, padiglioni e stazioni balneari che hanno segnato un’epoca. È un invito a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo sotto casa.”

Nel volume “Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del liberty” ha toccato anche il tema dell’architettura. Può raccontarci questa ricerca?
“È un’indagine affascinante. Mi sono occupato del protagonista per eccellenza dello stile Liberty italiano. Attraverso archivi, rilievi sul campo e testimonianze, ho voluto dimostrare come il Liberty a firma di Giuseppe Sommaruga sia la testimonianza, l’espressione più alta di quello che fu il nuovo stile per l’Italia moderna attraverso nuovi rinvenimenti rispetto a studi di decenni passati sul progettista. È un altro tassello del grande mosaico che compone l’Italia Liberty.