Un viaggio negli Usa, molti anni fa, alla scoperta di alcuni importanti aspetti di quella società, ha rappresentato per Maurizio Mancianti l’inizio di un lungo impegno che aveva e che ha due obiettivi principali: intensificare i rapporti di collaborazione e di reciproca conoscenza, in particolare fra Firenze e la Toscana e gli Stati Uniti; ricordare e rinnovare le tappe più significative di una storica e comune amicizia e, al tempo stesso, proiettarla nel futuro.
Da quella lontana esperienza, un mese di full immersion, su invito di una delle organizzazioni collegate al Dipartimento di Stato USA, Mancianti, senese di nascita ma fiorentino di adozione, ha capito che poco a poco l’America gli sarebbe entrata nel cuore e ne avrebbe fatto un motivo reale di disponibilità e impegno.
Dottore commercialista, revisore legale, titolare di un apprezzato studio professionale, con alle spalle un lunga esperienza testimoniata dagli incarichi di grande responsabilità che ha ricoperto in importanti società e aziende pubbliche, anche di Stato e private, a livello locale e nazionale, Mancianti è dal 2018 Presidente per la parte italiana dell’Associazione Toscana-Usa (per la parte americana è l’avvocatessa Andrea Davis). È inoltre ambasciatore per la Toscana del network We The Italians, punto di riferimento e collegamento con gli americani di origine italiana che vivono in Usa, fa parte dell’Associazione Amerigo alla quale si deve l’omonimo premio destinato ai giornalisti divulgatori delle vicende americane. Ultimo, non certo per importanza, il suo piu’ recente impegno con The Italian Mind: A One Off, di cui è Co-fondatore con Marco Gianni e Daniel Langer e Presidente.
Dottor Mancianti, si può dire alla luce della sua lunga e impegnativa attività che ha l’America nel cuore?
Direi anche nel sangue, nel senso che negli anni ho apprezzato sempre di più il dinamismo della società americana e lo straordinario contributo a livello mondiale che ha dato e sta dando alla ricerca scientifica come alle nuove tecnologie. Gli Usa rappresentano un grande, inesauribile motore ma a condizione di un forte e rinnovato spirito collaborativo, in primo luogo con l’ Europa e non solo.
Cosa rapppresenta l’America per Firenze e Firenze per l’America?
Voglio ricordare che stiamo parlando di legami storici, di una amicizia consolidata e che ha conosciuto momento significativi. Fra i tanti mi piace ricordare la solidarietà concreta per riparare gli ingenti danni della terribile alluvione di Firenze del 1966.- Gli Usa fuono in prima linea come testimoniato anche dal viaggio oltreoceano dell’allora sindaco Piero Bargellini, nonno dell’attuale prima cittadina Sara Funaro. I motivi di questi legami sono molteplici: l’arte, la cultura, il cibo, il vino, le bellezze naturalistiche, Firenze e la Toscana terre di grandi geni, una industria turistica eccellente, la capacità ancora di produrre un artigianato di qualità che è arte, che assieme ai livelli raggiunti dalla nostra moda e dall’abbigliamento in genere rappresentano una delle maggiori proposte di qualità del nostre made in Florence e in Tuscany sui mercati americani. Senza dimenticare le migliori produzioni agricole.
Per alcuni mesi è circolata la notizia di una probabile chiusura del Consolato Generale USA di Firenze nell’ambito di un progrramma di revisioni delle sedi diplomatiche all’estero.
Intanto voglio ricodare il grande impegno delle istituzioni, a iniziare da Comune e Regione, come delle associazioni di categoria e del mondo imprenditoriale nonché delle Associazioni come Toscana USA quando si è diffusa questa notizia che poi, fortunatamente, è rientrata. Il Consolato è a Firenze da oltre un secolo, ha sempre svolto un ruolo molto collaborativo, è punto di riferimento indispensabile non solo per i turisti ma anche per gli americani che vivono a Firenze e in Toscana ma non solo perché il Consolato Generale di Firenze comprende anche quasi tutta l’Emilia Romagna e la Repubblica di San Marino. Senza dimenticare i circa ventimila studenti che ogni anno in media frequentano i corsi delle università americane. Un’altra bella e importante realtà.
Parliamo delle attività di Toscana-USA.
Ogni anno organizziamo una iniziativa sull’interscambio fra i due Paesi. Sulle opportunità che offre il mercato americano e viceversa. Ovviamente seguiamo con attenzione il tema dei dazi commerciali e i possibili sviluppi. Non sono frasi di circostanza: ci auguriamo davvero che siano trovate soluzioni eque e concordate perchè già viviamo un periodo difficile per l’economia mondiale. Se potessi riassumere in uno slogan direi meno globalizzazione, più stabilità finanziaria ed economica, meno conflittualità, più concorrenzialità fondata prima di tutto sulla qualità del prodotto.
Siamo presenti a tutti gli eventi tradizionali americani, dal Memorial Day al cimitero militare dei Falciani, all’Independence Day, all’ Election Day, durante il quale si elegge il Presidente degli Stati Uniti, e al Thanksgiving. Sono tutte occasioni per testimoniare amicizia e vicinanza al popolo americano e ringraziarlo per quanto ha fatto per noi. Penso alle oltre 4 mila croci bianche nel cimitero di Falciani che segnalano gli altrettanti soldati americani che combatterono per la nostra libertà e per essa donarono la loro vita.
Infine siamo anche molto impegnati a valorizzare gli aspetti culturali dei rapporti tra Firenze, la Toscana e gli Stati Uniti contribuendo a partecipare od organizzare numerose mostre o presentazioni di libri di artisti americani o italiani che trattino temi legati agli USA.
Mi preme altresì evidenziare due iniziative che vedono l’Associazione protagonista: il Premio Toscana USA che viene assegnato ogni anno a Firenze in Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento ad un personaggio americano che si sia particolarmente distinto sul territorio toscano e viceversa un personaggio toscano che abbia avuto successo nel proprio campo negli USA, senza dimenticare il Concorso Fotografico che ogni anno l’Associazione organizza con l’Università di Firenze per gli studenti delle Università americane per comprendere attraverso le foto la loro visione di Firenze e della Toscana.
Infine l’impegno in The Italian Mind: A One Off.
Con Marco e con Daniel Langer, uno dei cinque top opinion leader mondiali del lusso, abbiamo deciso di fondare questa realtà che nasce dal bisogno di tornare a distinguere ciò che è rilevante da ciò che è soltanto efficiente. Riteniamo che rappresenti una grande opportunità per valorizzare le eccellenze italiane e per dare un’ulteriore spinta al made in Italy. A giugno a Firenze in Palazzo Vecchio in un Salone dei Cinquecento gremito abbiamo organizzato una iniziativa di grande livello con la presenza di numerosi personaggi internazionali e nazionali della finanza, dell’economia, dell’imprenditoria e della cultura come: Daniel Langer, Syed Raza, Wang Wei, Christian Westphal, Charles Kim, Thomas Galbraith, Douglas Holt,Ron Baker, Rory Sutherland, Gianfranco Paghera, Daniele Livi, Paolo Poli, Gabriele Carratelli, Gian Piero Biele, Sergio Buttiglieri, Mattia Casalegno, Lorenzo Dolci.
Al Convegno sono altresì intervenuti, oltre alle Istituzioni locali, anche il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Sottosegretario al Made in Italy Fausta Bergamotto e i parlamentari europei Dario Nardella già Sindaco di Firenze e Francesco Torselli a riprova e riconoscimento del valore dell’iniziativa.
In autunno con il premio Firenze Capitale lavoreremo ancora in questa direzione: promuovere le eccellenze italiane negli Usa e nel mondo.

Maurizio Mancianti e Console Generale USA Daniela Ballard
Mancianti The Italian Mind A One Off

Mancianti – Associazione Toscana Usa

Maurizio Mancianti


