È una buona notizia che il Governo abbia stanziato 44 milioni di euro per editoria, biblioteche e librerie: un passo concreto verso la rigenerazione culturale. Ma attenzione: senza una politica strutturata e non episodica, questo fondo rischia di diventare solo una medicina di facciata.
Luca Sforzini — esperto d’arte, proprietario del Castello di Castellar Ponzano, fondatore del movimento Rinascimento — dichiara:
si annunciano 44 milioni: bene. Ma quanti libri restano sugli scaffali? Quante biblioteche funzionano dove servirebbero? Le librerie in molti territori sono ridotte a sopravvivere. Questo stanziamento può essere una leva potente, a condizione che si investa in rete, formazione, occupazione culturale diffusa, sostegno agli operatori locali. Se sarà solo redistribuire un budget, si consumerà un’opportunità.
Sforzini evidenzia rischi e priorità:
serve trasparenza su come verranno suddivisi i fondi: quali criteri, quali territori, quali operatori.
Serve visione: non basta sostenere le sedi fisiche, va stimolato anche il digitale, l’innovazione, i nuovi modelli di distribuzione del libro e della cultura.
Serve continuità: questi stanziamenti non devono essere “una tantum”, ma parte di una strategia a lungo termine che costruisca resilienza culturale, soprattutto nei territori marginali.
E conclude con un appello politico:
Rinascimento non apprezza le elargizioni: chiede progettazione. Se questo governo vuole lasciare un segno, ambisca a far nascere una cultura viva, non una cultura assistita. Altrimenti questi 44 milioni saranno ricordati come un bel gesto, ma dimenticati come un’occasione persa.


