Un viaggio che parte dagli Aeroporti di Roma con i cash dog anti-valuta, che prosegue anche nei porti di Civitavecchia, Napoli e Genova, per intercettare il mercato illecito dei beni di lusso grazie agli scanner per i container.
Abbiamo seguito il percorso dei preziosi rubati e siamo entrati nei laboratori chimici di Roma e Torino dove si effettua la perizia dei monili trafugati, tra cui i “diamanti di sangue” usati per finanziare guerre e terrorismo.
L’inchiesta dedica un focus al riciclo degli orologi rubati attraverso le testimonianze di collezionisti e battitori d’asta e alle nuove piattaforme per rintracciarli, ideate da giovani italiani a Singapore.
L’inchiesta esplora anche la nuova “Via del Cotone”, attraverso il corridoio IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor), come una delle alternative più strategiche alla “Via della Seta” cinese.
Un progetto infrastrutturale ambizioso volto a collegare l’India all’Europa attraverso il Medio Oriente.
Il mercato del lusso ci ha portato anche negli Emirati Arabi Uniti (EAU), destinazione centrale per i grandi marchi, sebbene stia affrontando una complessa fase di adattamento a causa del radicale mutamento della situazione geopolitica e dei conflitti in Medio Oriente.
E se gli Emirati stanno investendo in Italia centinaia di milioni di euro, secondo FenImprese, sono oltre 600 gli imprenditori italiani che lavorano fra Dubai e gli Emirati Arabi uniti; e circa ventimila i connazionali residenti.
Da Dubai a Vicenza Oro il passo è breve. Secondo le ultime analisi di CNA, Federorafi ed il Club degli Orafi di Confindustria, l’Italia è il maggior esportatore di gioielleria: oro e gioielli vintage.
La nostra inchiesta ha dato voce anche a periti e gemmologi, famosi anche sui social, per capire che fine ha fatto il tesoro del Louvre e come mai quello di San Gennaro a Napoli è il più sicuro al mondo.
L’ultima meta al monastero Benedettino di Senigallia, custode di migliaia di reliquie.