Di Monica Macchioni
In Albania la temperatura e’ rovente e non solo per ragioni climatiche.
La popolazione è avvelenata contro il governo per la decisione di aver acconsentito la costruzione del resort extra lusso legali alla società di Jared Kushner, genero di Trump, con la conseguente occupazione dell’area protetta di Viola-Narta, in cui da sempre ci sono migliaia di fenicotteri rosa.
Si tratta di una protesta che il deputato albanese Agron Shehaj – leader di Mundësia (Partito dell’opportunità) da lui fondato appena uscito dal Partito Democratico di Berisha non riconoscendone più la mission e gli estremismi – nonché affermato imprenditore dei call center e del digital in tutta Europa che nel 1991, all’età di tredici anni, emigrò in Italia, definisce «storica».
Parlando Agron Shehaj si comprende il reale stato dell’arte: non era mai successo che migliaia di albanesi scendessero in piazza per così tanto tempo. Merito anche della magistratura, forte della riforma della giustizia approvata all’unanimità dal Parlamento, che ha indagato e incarcerato molte figure vicine a Edi Rama, come i due vicepremier accusati di corruzione, Arben Ahmetaj (attualmente in Svizzera) e Belinda Balluku, e l’ex sindaco di Tirana Erion Veliaj (oggi in carcere).
Eppure l’Albania cresce economicamente, migliora il rapporto debito-Pil e vive una «golden age» nel turismo.
«Solo gli oligarchi, un ristretto gruppo di persone vicine a Edi Rama, stanno beneficiando della crescita economica. L’Albania resta uno dei Paesi più poveri d’Europa e dovrebbe viaggiare su una crescita a doppia cifra, non del 2%, per far sì che la popolazione possa condurre una vita dignitosa. Capisco che una crescita del 2 o del 2,5% possa sembrare elevata agli occhi dell’Italia, ma dobbiamo anche tenere in considerazione che circa un terzo degli albanesi ha lasciato il proprio Paese negli ultimi dieci anni. Il dilemma dei giovani è sempre lo stesso: meglio restare o andarsene?».
«L’accordo che Edi Rama ha fatto con la Meloni sui migranti non e’ – secondo il deputato dell’opposizione Agron – nell’interesse dell’Albania. Mai potrei essere a favore di un centro per migranti realizzato in un Paese terzo».
Quanto alla remigrazione, Shehaj e’ lapidario:
«Non so che cosa si voglia intendere: prendere le persone, metterle su un bus e riportarle indietro? E con quali criteri? Sono profondamente grato all’Italia per quello che mi ha dato e credo che l’integrazione sia la strada giusta».
Chi lo conosce bene sa che è un convinto europeista che si iscrive perfettamente nei valori della politica moderata che ha ritrovato anche in Forza Italia e nel PPE, non ha mai nascosto le sue simpatie per il centro e per Silvio Berlusconi: sicuramente avrebbe tanto da dare alla Albania qualora venisse candidato ed eletto Premier.

Il deputato Agron Shehaj del Partito Mundësia


