Milano – La lunga, caldissima e complessa corsa per la conquista di Palazzo Marino ha ufficialmente premuto l’acceleratore, portando con sé un vento di mobilitazione e di accese provocazioni politiche. Con l’allestimento del primissimo banchetto di propaganda elettorale tra i banchi del mercato rionale, è scattata formalmente in queste ore l’intensa campagna militante promossa dal movimento politico Futuro Nazionale. L’obiettivo dichiarato e ambizioso della compagine è quello di sostenere con forza e compattezza la candidatura a Sindaco di Milano del Generale Carmelo Burgio, figura carismatica e di rottura, pronta a sfidare l’establishment cittadino.
Ma in politica, si sa, la scelta del luogo non è mai casuale, bensì rappresenta il primo vero messaggio elettorale. Non a caso, il comitato “FNV 421 Milano” ha deciso di piantare le proprie bandiere e di lanciare la sua sfida partendo proprio dal vivace mercato di Piazzale Lagosta, nel cuore pulsante della zona Isola. Si tratta di una scelta dall’altissimo e inequivocabile valore simbolico: un tempo considerata un inespugnabile fortino e una vera e propria roccaforte storica della sinistra milanese e operaia, l’Isola è oggi il teatro perfetto per tentare un’audace spallata politica e per tastare il polso del malcontento popolare tra i residenti storici.
Renato Maturo alla guida: la mobilitazione della destra storica milanese
A tessere le fila organizzative di questa prima, massiccia discesa in piazza è stato l’avvocato Renato Maturo, un nome che non ha certamente bisogno di presentazioni negli ambienti politici del capoluogo lombardo. Maturo è infatti uno dei dirigenti storici e più radicati della destra milanese: il suo lunghissimo e coerente curriculum politico lo ha visto attraversare da protagonista le diverse epoche del panorama conservatore, partendo dalle infuocate sezioni giovanili del Movimento Sociale Italiano (MSI), transitando poi per l’esperienza di governo di Alleanza Nazionale, fino ad arrivare alla militanza in Fratelli d’Italia e, oggi, al progetto di Futuro Nazionale.
Già consigliere municipale e noto per essere stato per anni uno stretto e fidatissimo collaboratore dell’attuale Presidente del Senato Ignazio La Russa, l’avvocato Maturo ha saputo catalizzare e richiamare a raccolta in Piazzale Lagosta decine e decine di cittadini incuriositi, ma soprattutto ha intercettato il favore di moltissimi ambulanti del mercato e commercianti della zona, categorie storicamente e fisiologicamente sensibili ai temi della sicurezza urbana, del decoro e della libertà d’impresa, pilastri del programma elettorale di Burgio.
L’aperitivo provocatorio “Haram” e la benedizione del Barone Nero
La mattinata di mobilitazione e volantinaggio, caratterizzata da un clima entusiasta e identitario, si è conclusa con un momento conviviale che ha fatto molto discutere per la sua natura esplicitamente e volutamente provocatoria. I militanti e i vertici del partito hanno infatti offerto ai passanti quello che hanno ribattezzato, con un pizzico di irriverente ironia meneghina, un aperitivo rigorosamente “haram” (termine arabo che indica tutto ciò che è religiosamente vietato e proibito ai fedeli islamici). Sul tavolo del banchetto sono comparsi abbondanti vassoi carichi di pane e fette di salame nostrano, rigorosamente innaffiati da un gagliardo e corposo vino rosso “italico”, a rimarcare con forza le tradizioni culinarie e l’identità culturale profonda del nostro Paese.
L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco della destra radicale e istituzionale milanese. Tra i numerosi militanti accorsi (tra cui spiccavano diversi paracadutisti civili e militari), si è notata la presenza di numerosi ex consiglieri di zona, dell’ex consigliere comunale e regionale Max Bastoni e, soprattutto, del noto Roberto Jonghi Lavarini, da sempre ribattezzato dalla stampa come il “barone nero”. Proprio Jonghi Lavarini ha colto l’occasione della piazza per prendere la parola e ribadire pubblicamente la sua immutata stima e il suo convinto e incondizionato sostegno politico al progetto del Generale.
La “rivoluzione dei Generali”: da Vannacci a Burgio per espugnare il Nord
La discesa in campo di Carmelo Burgio a Milano non è infatti un episodio isolato, ma si inserisce all’interno di un preciso, più vasto e ambizioso disegno strategico e politico su scala nazionale. Come sottolineato dallo stesso Jonghi Lavarini durante il suo appassionato intervento in Piazzale Lagosta, la vera missione è quella di alimentare e dare sostanza a una vera e propria “rivoluzione nazional popolare dei generali”.
Un asse ideale e valoriale che unisce idealmente la dirompente e clamorosa ascesa elettorale del Generale Roberto Vannacci (recente trionfatore alle elezioni europee e capace di intercettare il voto di protesta e quello più identitario e conservatore) con la pragmatica candidatura amministrativa di Burgio all’ombra della Madonnina. L’obiettivo ultimo di Futuro Nazionale è chiaro: scardinare gli attuali e stantii equilibri del centrodestra tradizionale, imporre un’agenda politica basata su ordine, identità nazionale e difesa senza sconti dei confini (anche culturali), per tentare l’impresa storica di riconquistare una città complessa e sfaccettata come Milano, strappandola all’amministrazione progressista del centrosinistra.


