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Pontida – Orvieto, Sforzini: Salvini e Vannacci discutono di chi ha tradito chi. Invece il vero problema sta tradendo la destra del terzo millennio rendendola economicamente di sinistra

Luca Sforzini - IlGraffio - Monica Macchioni
« IL NATURALE ALLEATO DI VANNACCI NON E’ MELONI, MA CONTE: I PROGRAMMI COINCIDONO SIA IN POLITICA ECONOMICA SIA IN POLITICA ESTERA, CON UN OCCHIO A MOSCA E A PECHINO»

«Tra Pontida e Orvieto sento parlare troppo di chi avrebbe tradito chi.

Salvini accusa Vannacci, prontamente ricambiato dall’ufficiale in pensione. Francamente è il problema meno interessante.

Non siamo davanti a una storia di amicizie finite male: stiamo discutendo di quale destra debba governare l’Italia nel terzo millennio».

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

 

«A Orvieto sento dire che “la destra o è sociale o non è”.

È la tesi di Alemanno, e che trova fertile accoglienza nelle nostalgie del Mussolini socialista e significativa assonanza con le ricette economiche dei 5stelle di Conte.

Non a caso Conte e Vannacci sono allineati anche sulla politica estera.

No.

Una destra che è soltanto sociale, sul piano economico, finisce semplicemente per essere di sinistra.

La destra moderna che serve all’Italia deve essere nazionale e liberale, sociale ma anche liberista, dalla parte dell’impresa, del lavoro, della proprietà e della classe media che produce ricchezza.

Altrimenti cambiano le bandiere, ma resta lo statalismo».

 

«Il punto, quindi, non è stabilire se Meloni possa allearsi con Vannacci: su questo è stato lucidamente chiarissimo La Russa.

Il punto è che il naturale alleato di Vannacci è Giuseppe Conte: i programmi coincidono perfettamente, sia sulla politica estera sia sulle ricette economiche».