Due giorni intensi di confronto vero, faccia a faccia, tra Meritocrazia Italia e il Paese reale. Non un congresso autoreferenziale, ma un palco aperto alla società civile, dove il merito è tornato a essere criterio di governo delle scelte pubbliche.
«È stato un congresso bellissimo, partecipato, stoico», ha dichiarato il Presidente Nazionale, Avv. Walter Mauriello. «Abbiamo dimostrato che la civiltà si alimenta, non si subisce. Non siamo venuti a Roma da ospiti, ma da attori protagonisti. Oggi Meritocrazia Italia è una comunità nazionale che ha assorbito al suo interno energie, competenze e storie diverse, per farle convogliare verso i cittadini comuni».
Al centro dei lavori, il lancio della proposta di un Testo Unico per regolamentare l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Una legge quadro per governare l’innovazione senza subirla, tutelare il lavoro umano, le libere professioni, l’artigianato e la dignità della competenza, impedendo che l’algoritmo sostituisca la coscienza e la responsabilità dell’uomo.
Il Congresso ha approvato la mozione congressuale che impegna la dirigenza nazionale a proseguire e rafforzare l’opera di cittadinanza attiva su tutto il territorio nazionale. Meritocrazia Italia non nasce per candidare se stessa, bensì per far tornare i cittadini al voto, consapevolmente. Non più un’Italia che vota al 40%, ma un’Italia che partecipa al 100%.
«Da domani», ha aggiunto Mauriello, «parte un calendario fitto di iniziative in tutta Italia. Saremo sui territori, tra la gente, nelle professioni, nelle università, nelle imprese. Senza fretta, senza sosta, con umiltà e garbo, e soprattutto senza prepotenza».
La mozione non preclude altre strade per il futuro. È giunto il momento che Meritocrazia Italia, oltre a proporre, possa valutare di essere parte delle istituzioni, ma solo laddove vi siano le condizioni e solo se ciò esalti il popolo, e non i singoli dirigenti.
«Meritocrazia Italia», ha concluso il Presidente, «non cerca poltrone. Cerca risultati per il Paese. Premiare chi fa, valutare chi governa, proteggere chi lavora: questa è la nostra agenda. E da oggi è l’agenda di centinaia di migliaia di cittadini che non vogliono più subire la storia, ma scriverla».
******************
Visitate il sito www.meritocrazia.eu
Meritocrazia Italia è un’associazione culturale nata per dare vita a un progetto aggregativo fondato sulla valorizzazione del merito, della formazione, dell’equità e dell’impegno sociale ed ambientale, convinti che ci sia un Paese meraviglioso da vivere e raccontare e che sia giunto il momento di offrire un messaggio di speranza e disponibilità, ripartendo da una concreta rivoluzione culturale e dalla riaffermazione di un saldo sistema valoriale di base.
Crediamo che sia possibile creare una società migliore e più giusta, ripartendo, oggi più che mai, dell’impegno dei meritevoli, che, si badi, noi non individuiamo nell’élite dei migliori curricula, ma in coloro i quali ogni giorno, in qualunque ambito e partendo da qualunque condizione iniziale, senza lamentarsi, spesso sentendosi non considerati o addirittura irrisi e senza accettare l’odio per l’altro come reazione agli immancabili fallimenti umani, fanno il loro lavoro onestamente cercando costantemente di migliorare se stessi ed il mondo che li circonda.
Grazie a tale messaggio di positività, siamo riusciti a organizzare coordinamenti in ogni Regione (e in moltissime Province e Comuni), a pubblicare migliaia di articoli e testi di approfondimento su tematiche di rilevanza nazionale e locale, a depositare diverse proposte di legge, ma, soprattutto, ad aggregare persone provenienti da ogni parte d’Italia (e da alcune sedi estere) con differente estrazione professionale e politica, tutte accomunate dalla sola volontà di costruire un percorso virtuoso, finalizzato a recepire le varie istanze della società civile con l’intento di poter così elaborare e offrire soluzioni ragionate, concrete ed equilibrate, convinti che le diversità siano fonti di ricchezza anziché motivo di divisione e che la competenza, in uno al recupero di una dialettica sana, garbata, propositiva e costruttiva, siano imprescindibili elementi di sviluppo di una nuova concezione della partecipazione attiva nella gestione della “cosa pubblica”.


