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Web reputation, diritto all’oblio: la libertà di rinascere, cancellando il passato dal web

L’Amore ai tempi dei social - ilGraffio - Monica Macchioni

Diritto all’oblio, la libertà di rinascere Ce lo racconta Letizia Bonelli, in un dialogo profondo tra legge, filosofia e umanità Intervista di Monica Macchioni a Letizia Bonelli – “Memoria e […]

Diritto all’oblio, la libertà di rinascere
Ce lo racconta
Letizia Bonelli,
in un dialogo profondo
tra legge, filosofia e umanità

Intervista di Monica Macchioni a Letizia Bonelli – “Memoria e oblio: il diritto di rinascere”

Nell’era della intelligenza artificiale e del machine learning, diventano centrali il ruolo della cyber security e del profilo digitale di ciascun individuo. L’immagine virtuale dopo anni può non corrispondere più o addirittura non aver mai corrisposto all’immagine del soggetto in carne ed ossa. Per questo oggi è imprescindibile parlare del diritto all’oblio. Dottoressa Bonelli, Lei che e’ una professionista stimata e molto accreditata nel settore della web reputation, avendo riverginato molte situazioni compromesse e sistemato tantissimi profili internet, ci spieghi che cosa è in essenza, questo diritto.
Il diritto all’oblio e’ il diritto di non essere eternamente identificati con un frammento del passato. La memoria digitale può diventare una condanna perpetua, ma la legge – come la filosofia – riconosce che l’essere umano è in divenire. Come diceva Eraclito, “panta rei”, tutto scorre.
Riferimento: Art. 17 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) – Diritto alla cancellazione («diritto all’oblio»).

In che modo dunque una notizia online può diventare tossica?
Il web ha una memoria implacabile, ma nessuna capacità di contestualizzazione. Una notizia può essere vera, ma ingiusta nel tempo, e ferire come una ferita sempre riaperta. Il danno non è solo reputazionale, ma esistenziale. Come dicevano i Latini, “Veritas sine caritate caecat” – la verità senza compassione acceca.

A chi serve questo diritto?
A chi ha pagato, ha cambiato, ha ricostruito. A chi non vuole che il proprio presente venga schiacciato da un passato disordinato, irrilevante o superato. Serve a chi crede nella dignità dell’evoluzione.
Riferimento: Cass. Civ. Sez. I, Sent. n. 19681/2019 – Il diritto all’oblio tutela la persona contro un’esposizione mediatica non più giustificata.

Cancellare un contenuto non è forse censura?
No. “Oblivio non est negatio, sed liberatio” – l’oblio non è negazione, ma liberazione. Non si cancella la storia: si rimuove ciò che non ha più utilità sociale e arreca un danno sproporzionato. La giustizia digitale è una forma moderna di equilibrio tra ius veritatis e ius dignitatis.

Qual è il pericolo di ignorare tutto questo?
Essere eternamente inchiodati a un errore, come Prometeo alla roccia. Vivere in un presente deformato da ciò che è stato. Subire un pregiudizio algoritmico che decide chi sei in base a ciò che eri.
Riferimento: Corte di Giustizia UE, C-131/12 (Google Spain) – La persona ha diritto a che l’informazione non compaia nei risultati del motore di ricerca, anche se legittimamente pubblicata.

E quindi, cosa deve fare un individuo che si sente schiacciato da una immagine pubblica che non e’ corrispondente a se stesso?
Ricorrere al diritto. Affidarsi a chi conosce le leggi e sa come farle valere. Perché “nemo ad infinitum damnari debet” – nessuno dev’essere condannato per sempre.