Gli occhi sono definiti “lo specchio dell’anima” perché possono rivelare molto sulla persona che si ha di fronte.
Ma anche di chi guarda.
Si tratta evidentemente di una metafora, che però cela un’idea molto precisa: l’espressione facciale, il movimento delle pupille e il contatto visivo possano fornire informazioni preziose sulle emozioni e sulle vere o false intenzioni di una persona.
Gli occhi, se realmente espressivi e se indagati con saggia e navigata perizia, possono svelare molto del nostro interlocutore: ci dicono se è triste, se è gioioso, se ha paura, se ha rabbia, persino se è sincero o falso (ma quest’ultimo è lo stato piú difficile da scoprire, anche se la saggezza popolare insegna che “gli occhi non mentono mai”).
Ma perchè gli occhi dal mero stato di organo fisico possano divenire davvero lo specchio dell’anima, serve che essi siano considerati nel loro aspetto simbolico e spirituale.
Poichè l’uomo non è fatto solo di carne ma anche di anima e di coscienza che sanno qual è la verità, è naturale che una qualche parte del nostro corpo costituisca il varco d’ingresso per scrutare l’interiore.
Questo varco, per l’appunto, sono gli occhi, ma per penetrarli e per guardare cosa c’è dietro e qual è la verità contenuta nell’antro corporeo, non bastano l’esperienza, la saggezza, l’intelligenza e l’arguzia, ma serve anche il cuore.


