Di Antonino Salsone
Qualunque progetto, anche quello meglio studiato e portato avanti da menti e mani abili e allenate, per realizzarsi ha bisogno di tempo, di cura costante, di determinazione, di strategia, di duttità tattica e di pazienza.
Ciò dipende sia da fattori intrinseci e strutturali, sia da fatti esterni che non possono essere previsti in toto e che impongono l’impiego di elevate dosi di accortezza e di toleranza.
Specie nel caso di progetti ambiziosi queste regole devono essere osservate con attenzione e rigore.
Le accelerazioni, a meno di situazioni urgenti ed eccezionali da gestire medio tempore, non hanno senso e spesso sono controproducenti poichè chi le subisce può sentirsi pressato e perciò infastidirsi in modo crescente, con la conseguenza che può rifiutare di aderirvi e, peggio ancora, di porsi in contrasto.
La soluzione sta nella comprensione: ognuno ha i propri tempi di valutazione e di decisione e pertanto gli autori e gli esecutori del progetto devono consentire che l’adesione avvenga, per essere stabile e duratura, solo attraverso il libero convincimento di chi è il destinatario.
Il tempo è il valore fondamentale e maggiormente proficuo del percorso progettuale, anche perchè nulla e nessuno possono impedire che accada domani quello che non può verificarsi oggi.
Esiste un saggio proverbio che condensa tutto ciò: “gutta cavit lapidem”.
La realizzazione di un progetto, soprattutto se giusto, passa unicamente da questo concetto strategico e tattico.


