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L’uso servile e dispotico del potere giudiziario: il veleno e l’antidoto

Salsone - Uso servile potere giudiziario - ilGraffio - Monica Macchioni

Di Antonino Salsone. La frase “Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò qualcosa sufficiente a farlo impiccare” è da molte fonti attribuita al Cardinale Richelieu […]

Di Antonino Salsone.

La frase “Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò qualcosa sufficiente a farlo impiccare” è da molte fonti attribuita al Cardinale Richelieu (Armand-Jean du Plessis de Richelieu).

Questa citazione del potente cardinale francese, in verità più propenso all’intrigo, alla repressione e alla guerra che alla cura delle anime, esprime plasticamente l’abuso arrogante del potere giudiziario asservito al potere esecutivo, cioè proprio quell’uso dispotico e servile che portó il Manzoni alla sua denuncia con la “Storia della colonna infame”.

In un tempo non ancora lontano poteva capitare che un uomo fosse portato via dai suoi carcerieri senza sapere neppure di cosa lo incolpassero.

Questo abuso è a volte capitato, purtroppo, anche nella storia repubblicana. Si pensi, per tutti, al “caso Tortora”, in cui, peró, mentre si punta giustamente l’indice contro i giudici del primo grado, non si afferma con la giusta enfasi e oggettività che l’ingiusta sentenza di condanna comminata da giudici certamente poco sereni e condizionati da fattori locali, fu travolta da quelle di assoluzione in secondo grado e di conferma in cassazione, pronunciate sempre da giudici, i quali, peró, furono equilibrati e giudicarono i fatti e non l’uomo. Il sistema giudiziario e i gradi della giurisdizione ressero e la verità venne a galla, pur se certamente indicibili furono le sofferenze psichiche inflitte al povero malcapitato.

La “morale” che ne ho tratto è la seguente: il più efficace antidoto al veleno dispotico-giustizialista “alla Richelieu”, che pure costituisce un desiderio che talvolta affiora, fino a offuscarle, nelle menti e nei comportamenti di chi detiene il potere esecutivo, specie nei regimi autoritari o autocratici, è solo la magistratura libera e asservita esclusivamente alla legge ed a nessun altro potere.