Di Antonino Salsone
I principi apollineo e dionisiaco, introdotti da Friedrich Nietzsche, rappresentano due forze contrapposte che coesistono nella cultura greca e nella natura umana.
L’apollineo simboleggia l’ordine, la razionalità, la misura e la forma ideale, esprimendosi in arti come la scultura e la poesia epica.
Il dionisiaco, invece, rappresenta il caos, l’istinto, l’ebbrezza e il divenire, manifestandosi in forme d’arte come la musica e la danza.
Il pensiero superficiale, se applicato a questi principi, porterebbe a una antinomia, poichè parrebbero essere l’uno contro l’altro.
Il pensiero profondo e analitico invece li denuda e ne scorge, evidenziandoli, i tratti di completamento e di essenziale convivenza.
Si tratta infatti di due impulsi della natura umana che devono coesistere tra loro per fare di un uomo un essere totalizzante e completo.
Cosa sarebbe infatti un uomo solo razionale e ordinato?
E cosa sarebbe un uomo guidato solo dal suo istinto?
In entrambi i casi avremmo un essere monco e parziale, capace solo di illuminare una parte di sè.
L’unione degli opposti è invece l’unica via per realizzare la forma completa della natura umana.
L’uomo deve dare ordine e senso al caos, ma contemporaneamente deve farlo calandosi nella forza caotica dell’esistenza e immergendosi nella totalità del mondo e dei suoi molteplici aspetti.
L’unione degli opposti fa l’uomo libero e lo rende capace di pensare, di immaginare idee e progetti e, soprattutto, di realizzarli.