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Lettera aperta a VITTORIO FELTRI

Centro studi Rinascimento Nazionale -IlGraffio - Monica Macchioni
Quando il conformismo chiama “dilettantismo” il coraggio

Chi liquida ogni scelta non allineata come “dilettantismo”, come pretenderebbe di fare Vittorio Feltri in un suo editoriale, rivela una vecchia abitudine italiana: quella di scambiare la fedeltà per serietà e il conformismo per coerenza.

In politica non è dilettante chi cambia strada. È dilettante chi non si accorge che la strada è finita. Ed e’ tempo di cambiare.

Il vero tema non è un uomo, né una tessera di partito. Il tema è un sistema politico che da anni sopravvive più per inerzia che per visione. Un sistema in cui restare immobili viene chiamato “responsabilità”, mentre ogni tentativo di rompere gli schemi viene bollato come tradimento.

La storia italiana – quella vera, non quella scritta negli editoriali – insegna il contrario: tutte le svolte sono nate da fratture, non da permanenze.
Chi oggi deride, domani spesso rincorre.

C’è poi un equivoco di fondo: confondere il potere con la politica. Il potere ama la stabilità, la politica vive di conflitto, rischio, decisione. Quando il potere si sente disturbato, usa sempre le stesse parole: dilettante, avventuriero, irresponsabile.
È già successo. Succederà ancora.

Quanto al “riposo al circolo ufficiali”: la storia non la fanno quelli che si riposano, ma quelli che decidono di esporsi quando sarebbe più comodo tacere.
Il riposo è una scelta legittima. Ma non è una virtù politica.

Il tempo dirà chi ha capito prima che una stagione era finita — e chi, per difendere l’esistente, o rendite di posizione – ha preferito riderne.
Noi scegliamo il rischio.
Altri scelgono la nostalgia.

Vannacci ha scelto la via più difficile, quella della coerenza. Non ha voluto tradire i propri ideali.
Siamo sicuri che gli italiani sapranno premiare questo slancio di coraggio.

Luca Sforzini
Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Centro Studi Rinascimento Nazionale

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