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Calcio, proposta PD al Senato – Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale): NO alla sinistra delle proibizioni

Calcio, Sforzini - IlGraffio - Monica Macchioni
Castello Sforzini di Castellar Ponzano – «La proposta del Partito Democratico sul calcio contiene alcuni spunti condivisibili, come la volontà di rafforzare i vivai e valorizzare i giovani. Ma viene purtroppo appesantita da una visione ideologica che rischia di produrre l'effetto opposto rispetto a quello dichiarato.»

“IL CALCIO ITALIANO SI RILANCIA CON MENO BUROCRAZIA, PIÙ VIVAI, PIÙ VOLONTARIATO E PIÙ LIBERTÀ”

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«La priorità deve essere quella di investire nella formazione dei giovani calciatori italiani, nel merito, nelle infrastrutture sportive e nella qualità dei settori giovanili. Non quella di introdurre nuovi automatismi amministrativi o di affrontare indirettamente il tema dell’immigrazione attraverso il calcio. Lo sport deve continuare a essere uno straordinario strumento di integrazione, ma senza diventare il terreno sul quale aggirare o anticipare un dibattito che appartiene alle politiche della cittadinanza.»

«Ancora più incomprensibile è la volontà di rafforzare il divieto di pubblicità delle scommesse legali. È una scelta che continua a sottrarre centinaia di milioni di euro al calcio italiano senza ridurre di un solo euro il gioco illegale, che prospera proprio quando si indeboliscono gli operatori autorizzati dallo Stato. È il trionfo del moralismo sulle evidenze. Lo abbiamo ribadito anche oggi: il Decreto Dignità ha rappresentato un grave errore. Ha impoverito il sistema calcistico nazionale, favorito piattaforme abusive e operatori irregolari e privato società, vivai e impianti sportivi di risorse fondamentali. Occorre avere il coraggio di superare definitivamente quella impostazione.»

«Ma c’è un tema che nel dibattito politico viene quasi sempre dimenticato: quello delle migliaia di società sportive dilettantistiche che ogni giorno tengono in piedi il calcio italiano. Sono realtà fondate quasi esclusivamente sul volontariato, sull’impegno gratuito di dirigenti, allenatori, accompagnatori e famiglie. Eppure sono soffocate da una stratificazione di adempimenti amministrativi, obblighi burocratici e responsabilità sempre più gravose che scoraggiano chi dedica tempo e passione alla crescita dei ragazzi. In molti casi non è più una missione educativa: rischia di diventare un percorso a ostacoli.»

«Quel volontariato rappresenta uno dei patrimoni civili più preziosi della Nazione. È grazie a queste società se centinaia di migliaia di bambini e adolescenti imparano il rispetto delle regole, il sacrificio, il lavoro di squadra e il merito. È lì che si costruisce la vera prevenzione sociale: ogni ragazzo accompagnato su un campo sportivo è un ragazzo sottratto alla strada, all’isolamento, alle dipendenze, alla microcriminalità e ad altre possibili forme di devianza. Lo Stato dovrebbe considerare queste realtà un alleato strategico, non un soggetto da gravare di nuovi obblighi.»

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale propone quindi una riforma complessiva del calcio italiano fondata su pochi principi chiari:

– abolizione del divieto di pubblicità per gli operatori di gioco legale autorizzati dallo Stato;
– destinazione di una quota delle relative entrate al finanziamento obbligatorio dei vivai, dell’impiantistica sportiva e delle società dilettantistiche;
– drastica semplificazione burocratica e amministrativa per associazioni e società sportive dilettantistiche;
– incentivi economici ai club che fanno crescere e schierano giovani formati nei propri settori giovanili;
– tutela e valorizzazione del volontariato sportivo quale funzione sociale di interesse nazionale;
– contrasto durissimo al gioco illegale, alle scommesse clandestine e a ogni forma di criminalità che ruota attorno allo sport.

«Il calcio italiano non ha bisogno di nuove proibizioni, ma di una nuova fiducia. Meno burocrazia, più libertà, più responsabilità e più risorse per chi ogni giorno educa i nostri giovani attraverso lo sport. Se vogliamo davvero rilanciare il calcio italiano, dobbiamo partire dai campi di provincia, dai volontari e dai vivai. È lì che nasce il futuro della nostra società, prima ancora che quello della nostra Nazionale.»

Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale