Di Monica Macchioni
Enzo Jannacci a Sanremo porto’ una canzone dal titolo emblematico “I soliti accordi”.
Come a dire che nel belpaese ci sono caselle precostituite, film già visti con finali già scritti, il Sistema si autoalimenta, impermeabile e inaccessibile, si riproduce in peggio, piazza i suoi uomini e le sue donne, mediocri asserviti e yesmen and women.
E così facendo pretende di scrivere a sua immagine la cronaca quando non gli riesce la Storia.
Stavolta invece qualcosa deve essersi inceppato nel meccanismo perché Davide ha vinto contro Golia.
La vicenda dell’MPS dimostra appunto che “Uno su mille ce la fa” per parafrasare Morandi.
Luigi Lovaglio, licenziato a marzo dal suo ruolo, ottiene oggi una rivincita insperata su cui nessuno avrebbe scommesso.
Ha fatto parlare i fatti e la sua grandissima esperienza, competenza e professionalità.
Ha preso in mano una banca morta e l’ha portata ai livelli di potersi comprare Mediobanca.
Uno dei principali azionisti lo voleva far fuori per una differenza di vedute strategica che ha rischiato di essergli fatale, ma il resto degli azionisti – a sorpresa – ha premiato il merito di Lovaglio.
E ha scelto che sia lui a riprendere in mano le redini della banca.
Lovaglio esautorato e’ oggi di nuovo in sella, più forte che mai!
In un periodo storico in cui il Potere non accetta consiglieri capaci, ma pretende con arroganza e supponenza solamente scendiletto e lacche’ asserviti, la giornata di oggi e’ memorabile.
Ha vinto il merito contro l’incapacità asservita.
Tutta la redazione de IlGraffio.net esulta per questo risultato che reputa strategico per le sorti di Mps ma anche di buon auspicio per il futuro.
Forse, in un futuro nemmeno troppo lontano, sarà possibile trovare qualcuno che finalmente ci dia ragione.