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Governo più longevo della storia della Repubblica: la stabilità è un bene prezioso. Ora serve la visione più delicata: sfiorare le libertà e accudirle

Mauriello, Meritocrazia Italia - IlGraffio - Monica Macchioni
Meritocrazia Italia prende atto con rispetto istituzionale del traguardo storico raggiunto dal Governo Meloni, che diventa ufficialmente il Governo più longevo della storia della Repubblica Italiana. È un dato oggettivo, che va oltre le appartenenze.

La stabilità è sempre stata agognata dai cittadini e, soprattutto, è linfa vitale per la Democrazia. Un Paese che cambia Governo ogni anno è un Paese che non programma, che non investe, che non cresce. Che vive alla giornata. La stabilità dà certezze alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, al mondo internazionale che guarda all’Italia.

Per questo, come forza che crede profondamente nelle Istituzioni, riconosciamo il valore di questo traguardo.

Ma la stabilità, da sola, non basta. Anzi, se fine a se stessa, rischia di diventare conservazione.

Altrettanto importante, oggi più che mai, sarà la visione politica.

E questa visione deve appartenere sia alla maggioranza che all’opposizione.

Una visione che non deve essere volta a rafforzare il potere, a presidiare la poltrona, a inseguire i sondaggi del lunedì. La politica non è un sondaggio permanente. La politica è una missione.

La missione politica, quella vera, quella scritta nella nostra Costituzione, è una sola: far stare tutti bene, correggendo e prevenendo ogni tipo di stortura e di disagio. Non far stare bene solo la propria parte. Tutti.

LA DELICATEZZA DELL’AZIONE POLITICA

C’è un passaggio che la politica di oggi ha dimenticato e che noi di Meritocrazia Italia vogliamo rimettere al centro con forza: l’azione politica è un’azione delicatissima.

Fare politica non è occupare spazi. È sfiorare le libertà.

Ogni legge, ogni decreto, ogni regolamento non è un atto neutro. È una mano che entra nella vita delle persone. Sfiora la libertà di un giovane di costruirsi un futuro, sfiora la libertà di un imprenditore di creare lavoro, sfiora la libertà di una famiglia di educare i propri figli, sfiora la libertà di un malato di curarsi, di un cittadino di pensare diversamente.

La politica deve avere la delicatezza di chi maneggia un cristallo prezioso.

Non si può governare a colpi di accetta, con norme scritte per punire, per dividere, per fare cassa, per accontentare una lobby o una curva di consenso.

Governare significa accudire le libertà.

Accudirle significa proteggerle quando sono fragili, come quella dei nostri ragazzi schiacciati dalla dittatura dell’algoritmo e dei social. Accudirle significa esaltarle quando sono sopite, come la libertà di merito di chi vuole emergere solo con il proprio talento. Accudirle significa bilanciarle con i doveri, perché non c’è libertà senza dovere di donare qualcosa alla comunità.

Una libertà non accudita appassisce. Una libertà calpestata diventa rancore.

Ecco perché la vera politica non alza mai la voce, ma alza la qualità della vita. Meritocrazia Italia augura al nostro Paese, in questo momento storico, di non arretrare mai di un millimetro dai principi costituzionali. Dalla centralità della persona, dal principio di uguaglianza sostanziale, dalla valorizzazione del merito e delle capacità di ciascuno.

E augura a chi governa e a chi fa opposizione di interpretare correttamente la missione alla base dell’agire politico.

Sarebbe bello, un giorno, poter guardare ai politici e alla politica non come a una collocazione lavorativa, non come a un mestiere per vivere, ma come a una missione di volontariato alta, nobile, quasi sacra.

Una missione nella quale chiunque, dopo aver costruito la propria esperienza nella vita reale, nel lavoro, nelle professioni, nell’impresa, nello studio, possa decidere di regalare quella esperienza, per un periodo della propria vita, a vantaggio della comunità.

A vantaggio di una vita sociale, economica e di integrazione che faccia esaltare, insieme, le libertà, i doveri e la Democrazia.

Senza questa delicatezza, anche il Governo più longevo rischia di passare alla storia solo per la sua durata, e non per ciò che ha accudito.

Noi lavoriamo e lavoreremo perché lasci qualcosa di buono. Per tutti

Stop war.