masseria silene 300x250

Altri graffi

“Indagate anche me!”. Ruvolo difende Vannacci sul fascismo ma poi lancia l’ultimatum al partito: “Basta slogan e candidati ex militari”

Vannacci
“Se accusate Vannacci di Fascismo, allora INDAGATE PURE ME!”. Il clamoroso scudo di Rosario Ruvolo per difendere il Generale! Ma poi lancia un durissimo ultimatum a Futuro Nazionale: “Basta slogan ridicoli, e basta riempire le liste solo di militari in pensione!”. ⚔️ 🇮🇹 Un intervento vulcanico, esplosivo e che non le manda assolutamente a dire! Stefano Ruvolo (Presidente di Patto Italia e grandissimo alleato del partito Futuro Nazionale) ha pubblicato un comunicato potentissimo che spara letteralmente a zero in due direzioni opposte! In primo luogo, Ruvolo ha fatto scudo al Generale Vannacci contro il recente esposto giudiziario in cui lo si accusa di violare la legge Scelba (ovvero la ricostituzione del partito fascista).

Roma – Nel turbolento mare della politica italiana, non capita spesso di leggere comunicati stampa in cui si difende a spada tratta il proprio leader da gravissime accuse giudiziarie per poi, poche righe dopo, strigliarlo duramente su tutta la linea politica del partito. Eppure è esattamente questo l’esplosivo contenuto dell’intervento pubblico di Stefano Ruvolo, Presidente di “Patto Italia” e alleato di ferro di Futuro Nazionale Vannacci (FNV), che con le sue parole sta letteralmente infiammando il dibattito interno alla galassia della Destra italiana.
La prima parte dello sfogo di Ruvolo è un muro di scudi umano eretto a protezione del Generale Roberto Vannacci, recentemente colpito da un esposto per presunta violazione della famigerata “Legge Scelba” (quella che punisce la ricostituzione del Partito Fascista). Su questo delicatissimo tema, Ruvolo non usa mezzi termini e sfida apertamente i detrattori: «Sulla vicenda della contestazione a Vannacci lo voglio dire forte e chiaro a tutti: e allora indaghino pure me! Sono da sempre un uomo coerente e oggi voglio esserlo fino in fondo. Non mi faccio intimorire da nessuno, né penso di tirarmi indietro rispetto alle mie idee. Con il Generale condividiamo valori comuni e una sede nazionale, e il nostro progetto è parte integrante del cambiamento di questo Paese».

L’ira sul programma elettorale: “La montagna ha partorito il topolino”

Ma subito dopo la fiera difesa legale e morale, il comunicato di Ruvolo si trasforma in una durissima (e costruttiva) ramanzina politica contro la direzione che sta prendendo il partito di Vannacci. «Purtroppo, nei fatti, tutto questo cambiamento non sta avvenendo!», tuona amaramente l’imprenditore.
L’oggetto della feroce critica è il documento fondativo del partito: «Per quanto riguarda il programma elettorale, la montagna ha partorito il topolino, e per di più senza confrontarsi con nessuno. Ci troviamo di fronte ad un programma irrealizzabile, con contenuti di dubbia efficacia e tantissimi slogan che si sciolgono come neve al sole. Il Paese è bloccato, e noi continuiamo a fare solo comunicazione e gag con l’intelligenza artificiale? Ma per favore! Per governare servono competenze reali e progetti studiati nei minimi dettagli».

La metafora dello Yogurt e l’appello a Vannacci

Da uomo del fare, abituato a far quadrare i conti aziendali, Ruvolo utilizza una metafora gastronomica efficacissima per spiegare cosa manca alla politica di oggi: «La politica è credibile solo ed esclusivamente quando mette una data di scadenza (esattamente come lo yogurt!) alla realizzazione dei propri progetti. Se ogni promessa va a finire alle calende greche, allora l’intera politica diventa solo una grandissima buffonata».
Da qui parte un accorato e vibrante appello personale al Generale: «Roberto, se ci sei, batti un colpo! Ripartiamo daccapo. Eliminiamo dal programma tutto ciò che è anacronistico e fuori dal mondo e concentriamoci sulle vere priorità di un governo. Chi ci pensa agli eroi che generano la ricchezza di questo Paese?». Il riferimento, ovviamente, è alle migliaia di piccoli e medi imprenditori italiani schiacciati quotidianamente dalle tasse e dalla burocrazia statale.

La stoccata finale alla classe dirigente: “Basta scappati di casa”

L’ultima parte del documento è una vera e propria picconata alla futura classe dirigente di Futuro Nazionale. Ruvolo crede ciecamente nel progetto («Sono convinto che il traguardo della doppia cifra nei sondaggi sia già superato da molto tempo»), ma avverte che per governare l’Italia serve gente preparata.
«Si sa che le grandi idee marciano sempre e solo sulle gambe delle persone», conclude l’imprenditore con una franchezza spietata. «Serve scegliere le persone giuste, e non dei semplici “scappati di casa”. E non si può scegliere per forza solo militari, ex militari o militari in pensione! Altrimenti rischiamo di fare delle forzature politiche che suonano malissimo agli occhi degli italiani e che rischiano di ritorcersi contro al nostro stesso partito come un pericoloso boomerang». Un avvertimento durissimo, sincero e tagliente. Ora la palla (e la risposta) passa al Generale.