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Terremoto nella Destra, l’ex Sottosegretario Luca Bellotti abbandona il Generale Vannacci: “Sull’Islam posizioni inaccettabili, rivendico la mia umanità”

Luca Bellotti
“Sull’Islam e sui Migranti assumi posizioni razziali INACCETTABILI!”. Clamoroso terremoto a Destra: l’ex Sottosegretario Luca Bellotti straccia la tessera e abbandona pubblicamente il Generale Vannacci! 💥 🇮🇹 Volano pesantissimi “stracci” ideologici all’interno del movimento “Futuro Nazionale” fondato dal Generale Roberto Vannacci! L’ex parlamentare e Sottosegretario Luca Bellotti ha deciso di andarsene sbattendo violentemente la porta in faccia al leader! In una durissima “Lettera Aperta”, Bellotti lo accusa senza mezzi termini di portare avanti una politica basata unicamente “sulle provocazioni continue, sulle frasi gratuite che generano odio e sulla spregiudicatezza”.

Redazione  – Un vero e proprio terremoto politico e ideologico scuote fin dalle fondamenta “Futuro Nazionale”, il movimento politico fondato dal Generale Roberto Vannacci. Con una mossa clamorosa e destinata a far discutere a lungo i vertici della politica nazionale, l’ex Sottosegretario ed ex parlamentare Luca Bellotti ha annunciato pubblicamente il suo irrevocabile addio al progetto del Generale, restituendo la tessera del partito e prendendo nettamente e duramente le distanze dalla linea politica del leader.
La rottura non è stata affatto silenziosa, ma è stata affidata a una lunghissima e durissima lettera aperta intrisa di sdegno, delusione e rivendicazione identitaria, in cui Bellotti accusa apertamente Vannacci di portare avanti battaglie ideologiche basate sulla provocazione gratuita e sulla discriminazione, tradendo così i veri valori storici della destra italiana.

La delusione di Bellotti: “Avevo visto male su Vannacci”

L’incipit della missiva inviata al leader di FNV è un concentrato di amarezza politica. «Caro Roberto, ti comunico la mia decisione di restituire la tessera e di concludere la mia adesione al tuo movimento», scrive a chiare lettere Bellotti. «Quando ho aderito, l’ho fatto con profonda convinzione, mettendo a totale disposizione la mia lunghissima esperienza politica e contribuendo, solo nella mia provincia, all’adesione di oltre 500 persone. Credevo fermamente di poter contribuire alla costruzione di una destra che fosse rigorosissima sui temi dell’immigrazione, della sicurezza, della legalità e del merito, ma che fosse anche capace, allo stesso tempo, di mettere sempre al centro l’umanità e il rispetto verso le persone di qualunque credo o colore».
Ma le aspettative dell’ex parlamentare si sono ben presto infrante contro il muro della realtà comunicativa del Generale. «Purtroppo avevo visto male», sentenzia amaramente Bellotti. «Non mi riconosco minimamente in una linea politica e in atteggiamenti che considero troppo spesso caratterizzati unicamente dalla provocazione e dalla spregiudicatezza mediatiche».

Il caso del cimitero islamico e l’integrazione intelligente

Il punto di massima rottura (il classico “punto di non ritorno” politico) riguarda la gestione del delicatissimo tema dei migranti e dei rapporti con il mondo musulmano. «La destra nella quale io credo», tuona l’ex Sottosegretario, «non ha alcun bisogno di esasperare i toni per dimostrare la propria forza elettorale, né tantomeno ha bisogno di rinunciare all’umanità per affermare i propri sacrosanti valori. Ci sono delle prese di posizione del Partito che, nel Terzo Millennio, non hanno veramente alcun senso. Penso, ad esempio, al rifiuto tout court del mondo islamico in quanto tale, come dimostra la triste vicenda del cimitero islamico a Rovigo».
Bellotti traccia quindi il suo personale (e profondamente istituzionale) manifesto politico: «Io sono per il rispetto assoluto di tutte le etnie e di tutte le religioni. Le nostre società saranno inevitabilmente sempre più multietniche, per cui la politica sull’integrazione deve essere intelligente. Serve il massimo rigore sul rispetto ferreo della legge, il massimo rigore per garantire la sicurezza nelle nostre strade, ma nessun tipo di discriminazione razziale o religiosa. Il discrimine, per me, non è mai il colore della pelle o il credo professato da una persona, ma è unicamente tra chi si comporta bene e chi si comporta male».

Il muro di gomma e la fuga dagli estremismi

Dietro l’addio c’è anche una totale mancanza di democrazia interna al movimento. «Ho chiesto più volte un confronto diretto con te, per discutere nel merito, senza mai riuscire ad ottenerlo. Questo muro di gomma ha contribuito alla mia decisione», confessa Bellotti rivolgendosi a Vannacci. «Certe tue esternazioni gratuite, che creano profonde e pericolose divisioni sociali, andrebbero evitate come la peste, anche solo per non fornire l’alibi perfetto alle frange più estremiste di potersi sentire “discriminate”, così da trovare facili adepti nel propagandare il loro odio anti-Occidente».
La conclusione della lettera è un taglio netto con il recente passato vannacciano: «Io resto convintamente un fiero uomo di destra, forte delle mie idee, della mia storia e delle mie incrollabili convinzioni istituzionali. Proprio per questo ritengo doveroso essere coerente con me stesso e non seguire più un progetto nel quale, francamente, non mi riconosco più. Da oggi, chiedo che il mio nome non venga più in alcun modo associato politicamente al tuo movimento. La mia clamorosa decisione non nasce assolutamente dal desiderio di lasciare la destra, ma unicamente dalla ferrea volontà di restare fedele a quella Destra “umana” e istituzionale nella quale ho sempre creduto». Un colpo durissimo per le ambizioni politiche di Futuro Nazionale.