Il Serial Killer Museum arriva a Torino, in via dell’Arcivescovado 9 (Galleria Tirrena), la seconda sede italiana del museo.
Propone al pubblico un percorso tanto reale quanto traumatico nella mente dei più perversi esseri umani della storia, finti per diventare serial killer.
Le storie e le menti dei serial killer internazionali messe e nudo, attraverso un approccio narrativo immersivo, simile ad un podcast che prende vita tra le sale del Museo.
Il primato lo hanno gli Stati Uniti, con il 60% dei casi accertati, Gran Bretagna e Italia al secondo posto con il 5% dei casi.
Dieci i casi emblematici, tra cui: Ed Gein, l’uomo che in parte ispirò il personaggio di Hannibal Lecter; John Wayne Gacy noto come il “Killer Clown”; Jeffrey Lionel Dahmer, il “mostro di Milwaukee”; Richard Ramirez, il “Night Stalker”; Charles Manson, simbolo della follia criminale degli anni Sessanta. E non mancano le figure femminili, come Aileen Wuornos e l’italiana Leonarda Cianciulli, la “saponificatrice di Correggio”, fino alla contessa ungherese Erzsébet Báthory, la “contessa sanguinaria”.
Il Serial Killer Museum di Torino utilizza riproduzioni in cera, installazioni tematiche e un racconto continuo per trasformare ogni storia in un’esperienza coinvolgente.
I visitatori, una volta dentro, ascoltano una guida che si rifa al tradizionale poscast, disponibile in italiano, inglese e spagnolo.
La voce italiana è quella di Giancarlo De Angeli, già noto per il programma televisivo Lucignolo, che aggiunge intensità al racconto.
Il nuovo percorso museale torinese si conferma come una vera e propria opportunità per chi desidera approfondire la storia della criminologia e la complessa mente dei serial killer, unendo cronaca, storia e psicologia criminale.