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Violenza di genere e digitale: prevenzione, formazione e ruolo delle forze dell’ordine

Violenza di genere e digitale - IlGraffio - Monica Macchioni
La violenza di genere, nelle sue forme tradizionali e digitali, rappresenta oggi una delle più gravi emergenze sociali, culturali e istituzionali del nostro Paese.

Un fenomeno complesso che si manifesta non solo attraverso abusi fisici e psicologici, ma anche tramite il web, i social network e le nuove tecnologie, diventando spesso invisibile, pervasivo e difficile da contrastare.

Per affrontare questa realtà e promuovere strumenti concreti di prevenzione, formazione e tutela delle vittime, si terrà il 19 febbraio alle ore 10, presso la Sala Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio, il convegno dal titolo:

“Violenza di genere e digitale: prevenzione, formazione e ruolo delle forze dell’ordine”.

L’evento è organizzato dalla Dott.ssa Antonella Cortese, psicologa e pedagogista, da anni impegnata nella sensibilizzazione sui temi della violenza, della dipendenza affettiva e del disagio relazionale, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio e dell’Associazione 5D.

A sostenere l’iniziativa anche importanti realtà sindacali delle forze dell’ordine:

•Sinafi – Guardia di Finanza,

•Cosp – Polizia Penitenziaria,

•Usic – Carabinieri,

a testimonianza dell’impegno concreto del mondo militare e delle istituzioni nella lotta contro ogni forma di violenza.

Un fenomeno in evoluzione: dalla violenza fisica alla violenza digitale

Negli ultimi anni, accanto alle forme più note di violenza domestica e relazionale, si è sviluppata in modo esponenziale la cosiddetta violenza digitale, che comprende stalking online, revenge porn, controllo ossessivo tramite smartphone, diffusione non consensuale di immagini, cyberbullismo e manipolazione emotiva attraverso i social.

Queste dinamiche colpiscono soprattutto donne e giovani, spesso in silenzio, generando isolamento, paura, senso di colpa e gravi conseguenze psicologiche. Il contesto digitale, infatti, amplifica il danno, rendendo la violenza permanente, condivisibile e difficilmente cancellabile.

Il convegno nasce dall’esigenza di analizzare in modo multidisciplinare queste nuove forme di abuso, mettendo in dialogo psicologia, diritto, istituzioni, scuola e forze dell’ordine.

Formazione, prevenzione e rete istituzionale

Obiettivo centrale dell’iniziativa è rafforzare una rete di protezione efficace, fondata sulla collaborazione tra enti pubblici, professionisti, associazioni e corpi dello Stato.

Attraverso testimonianze, analisi scientifiche e contributi giuridici, verranno approfonditi:

•i segnali precoci della violenza,

•i meccanismi psicologici della dipendenza affettiva,

•le modalità di intervento nei casi di abuso digitale,

•il ruolo delle forze dell’ordine nella tutela delle vittime,

•le strategie di prevenzione nei contesti educativi.

Particolare attenzione sarà rivolta alla formazione degli operatori e alla diffusione di una cultura del rispetto, della responsabilità e della parità.

Saluti istituzionali e interventi qualificati

Ad aprire i lavori saranno autorevoli rappresentanti delle istituzioni, tra cui:

•Dott. Giuseppe Emanuele Cangemi

•On. Martina Semenzato

•On. Angela Colmellere

•Dott. Roberto Massucci

•Gen. B. Michele Cucuglielli

•Dott. Salvatore Coppola

•Avv. Gaetana Natale

Seguiranno gli interventi di magistrati, docenti universitari, dirigenti della Polizia Postale, psicologi ed esperti del settore, che offriranno un contributo concreto e operativo sul tema.

Un impegno condiviso per il cambiamento culturale

Il convegno rappresenta un importante momento di riflessione collettiva, ma soprattutto un passo concreto verso un cambiamento culturale necessario, che parta dalla prevenzione, dall’educazione emotiva e dal riconoscimento tempestivo dei segnali di violenza.

Come sottolinea la Dott.ssa Antonella Cortese, «solo attraverso la conoscenza, la formazione e il lavoro in rete è possibile spezzare il silenzio e restituire alle vittime dignità, sicurezza e futuro».

La partecipazione è rivolta a operatori del settore, studenti, educatori, forze dell’ordine e cittadini interessati.