Il provvedimento introduce l’obbligo, per gli Istituti, di raccogliere il consenso scritto dei genitori prima dello svolgimento di progetti legati alla sessualità e all’affettività, escludendo tali percorsi dalle scuole dell’infanzia e primarie.
Meritocrazia condivide fermamente il principio per cui il legame tra scuola e famiglia debba basarsi su un’alleanza educativa solida, trasparente e priva di preconcetti. Il coinvolgimento preventivo dei genitori e la messa a disposizione dei materiali didattici sono strumenti utili per costruire fiducia. Allo stesso tempo, accoglie con favore anche l’indicazione che determinati temi complessi e delicati vengano affrontati esclusivamente da medici, psicologi e professionisti seri e qualificati: la competenza e il merito scientifico devono essere gli unici fari quando si parla della salute psicofisica dei nostri ragazzi.
Proteggere i ragazzi non è oscurantismo ma buonsenso: l’educazione alla sessualità e all’affettività agevolano l’una la responsabilizzazione e l’altra il rispetto delle diversità e della donna. La mancata coscienza sui temi non fa altro che generare tabù, intollerabili in una società in cui la sessualità ricopre un ruolo fondamentale e che richiede di arginare la violenza nonché di rispettare generi che si affrancano sempre più visibilmente dai modelli tradizionali.
Tuttavia, Meritocrazia Italia esprime alcune raccomandazioni affinché l’applicazione della nuova legge non si traduca in un impoverimento dell’offerta formativa o in una frammentazione dei percorsi scolastici, e chiede di:
– garantire il diritto alla conoscenza e all’inclusione: l’attivazione di percorsi alternativi per gli studenti i cui genitori non forniranno il consenso non deve diventare motivo di isolamento o di disparità formativa. La scuola ha il compito di sviluppare il pensiero critico e formare cittadini consapevoli, capaci di orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo;
– abbattere ogni barriera ideologica: l’educazione all’affettività, al rispetto dell’altro, al contrasto alla violenza di genere e alla prevenzione sanitaria non può essere ridotta a uno scontro di propaganda. I ragazzi hanno bisogno di risposte scientifiche, empatiche e strutturate;
– introdurre un monte ore nelle scuole elementari e medie dedicato alla sola educazione all’ affettività ( declinazione di quella sessuale) avente come obiettivo l’educazione al rispetto verso la donna, la promozione di relazioni sane fondate su empatia, ascolto e rispetto reciproco, nonché avente come fine la capacità dei ragazzi di gestire le emozioni per le loro future relazioni, anche nella fase patologica del rapporto, con l’intento di contribuire ad arginare per questa via il preoccupante fenomeno dei femminicidi;
– fonire supporto ai docenti e ai dirigenti: le scuole non devono essere lasciate sole nella attuazione di queste nuove disposizioni, garantendo che l’obbligo di presenza dei docenti non mini la serenità della programmazione didattica. Per tale motivo, si ritiene necessario formare opportunamente i docenti che dovranno fornire contenuti e metodologie diversificate rapportate all’ età e al grado di maturità dei propri alunni.
La famiglia ha il diritto e il dovere di educare i figli, ma la scuola deve rimanere il luogo dell’inclusione e dell’equità. La sfida ora è applicare questa norma con assoluto equilibrio, mettendo al centro la preparazione scientifica degli esperti e il superiore interesse dei minori a ricevere un’educazione sana, scientifica e basata sul rispetto reciproco. La meritocrazia si misura anche nella capacità di dare ai giovani gli strumenti migliori per diventare adulti responsabili, liberi da tabù ma anche da forzature ideologiche.
Stop war.


