Milano – Il pesantissimo, insostenibile e per certi versi iniquo carico fiscale che continua imperterrito e quotidianamente a gravare come un gigantesco macigno insopportabile sulle spalle dei cittadini, strangolando di fatto l’intera economia del nostro Paese, non è e non può più essere considerato semplicemente il triste, isolato e fatale frutto di una banale mala gestione amministrativa nazionale, ma nasconde radici ben più profonde, sistemiche e internazionali. Questa fortissima, decisa e spietata analisi di natura macroeconomica e politica arriva direttamente e inequivocabilmente dalle file del Movimento Cristiano Riformisti, attraverso una dura nota ufficiale diramata pubblicamente alla stampa lombarda e nazionale. A farsi portavoce, senza mezzi termini e con grande fermezza, di questo profondo malessere generalizzato è Valerio Pagnoni, l’attuale e attivissimo responsabile e coordinatore regionale in Lombardia del movimento politico. Pagnoni non usa assolutamente giri di parole diplomatici per descrivere l’attuale, precaria e drammatica situazione finanziaria italiana: “La nostra amata nazione, purtroppo, continua tuttora e inesorabilmente a subire una pesantissima, ingiusta e castrante penalizzazione puramente fiscale, tutto questo a causa di ferree, inamovibili e molto spesso totalmente inspiegabili direttive calate dall’alto dell’Unione Europea”. Secondo il coordinatore, questo rigido, burocratico e insensibile asse normativo di matrice prettamente comunitaria finisce sistematicamente, matematicamente e inesorabilmente per “limitare fortemente, drasticamente e pericolosamente la nostra inalienabile e fondamentale sovranità decisionale sia in campo prettamente economico che in quello sociale”.
Il sesto posto in Europa per carico fiscale e le cause reali
I dati statistici, economici e matematici internazionali, purtroppo, parlano un linguaggio freddo, inequivocabile e drammaticamente chiaro, confermando in pieno la gravità assoluta dell’allarme politico lanciato esplicitamente dall’esponente dei Cristiano Riformisti lombardi.
“Se l’Italia si colloca storicamente, stabilmente e drammaticamente al sesto posto assoluto tra tutte le ricche nazioni dell’Unione Europea per quanto riguarda la pesantezza, l’incidenza e l’insopportabilità del carico fiscale statale gravante sui propri cittadini e lavoratori”, continua ad argomentare lucidamente e tecnicamente Valerio Pagnoni nella sua accorata riflessione politica, “tutto ciò non dipende affatto e unicamente da vecchie dinamiche interne o da presunti errori legislativi dei nostri passati governi, ma è essenzialmente, chiaramente e indubbiamente la diretta e fatale conseguenza pratica di una serie di rigide, vecchie e anacronistiche regole di bilancio europee”. L’accusa mossa al sistema normativo di Bruxelles entra quindi finemente e prepotentemente nel dettaglio puramente tecnico ed economico: i vincoli comunitari imposti dai celebri e contestati trattati internazionali fisserebbero di fatto, secondo il movimento, dei paletti insuperabili, ovvero dei livelli minimi, rigidi e standardizzati di tassazione obbligatoria sotto i quali il nostro Paese (pur volendolo fermamente per poter finalmente far respirare la sua economia interna) non ha legalmente alcuna possibilità oggettiva di scendere o operare sconti, pena l’infrazione diretta e le sanzioni europee. Questo complicatissimo, freddo e ragionieristico impianto normativo continentale, privo di flessibilità, flessibilità, flessibilità “finisce letteralmente per asfissiare e uccidere a fuoco lento il nostro ricchissimo e vitale tessuto produttivo e per impoverire, giorno dopo giorno e mese dopo mese, i già provati nuclei familiari”.
L’appello alle istituzioni e al governo per un deciso taglio
Di fronte a questa innegabile, macroscopica e documentata perdita di competitività strutturale imposta dal di fuori dei nostri confini nazionali, la semplice, passiva e rassegnata accettazione dello status quo non è più un’opzione politicamente né umanamente praticabile e sostenibile.
Il coordinatore lombardo dei Cristiano Riformisti sfrutta quindi questa amara e lucida constatazione per rilanciare prepotentemente la palla nel campo del Governo, lanciando un fortissimo, chiaro e indilazionabile appello pubblico a tutti i massimi e attuali rappresentanti istituzionali del Paese a Roma. “Ritengo che sia finalmente e definitivamente giunto il fatidico momento che la politica italiana, tutta, si desti immediatamente da questo lungo torpore burocratico e si faccia coraggiosamente e attivamente promotrice, sedendosi con grande e ritrovata autorevolezza e determinazione politica a livello dei tavoli europei, di una profonda, radicale e necessaria revisione strutturale di tutti questi assurdi e iniqui vincoli finanziari”, esorta con vigore Pagnoni. Per ridare un vero, duraturo e concreto slancio economico a un Paese profondamente fiaccato dall’inflazione galoppante e dal crollo del potere d’acquisto, non servono più banali e temporanei palliativi. “È assolutamente e politicamente urgente procedere a una decisa, massiccia e coraggiosa riduzione delle svariate aliquote d’imposta”, conclude il responsabile del movimento. Un colpo di forbici netto e deciso, ritenuto ormai non più rimandabile né opzionale, necessario e fondamentale per raggiungere due delicati e vitali obiettivi strategici per il futuro della Nazione: “Da una parte serve disperatamente dare nuovo ossigeno finanziario e ripristinare la vitale competitività internazionale per tutte le nostre coraggiose imprese, dall’altra è imperativo sostenere e aiutare concretamente, materialmente e quotidianamente le famiglie italiane, colpite al cuore e al portafoglio da una pressione fiscale complessiva che, ad oggi, risulta purtroppo non più tollerabile né sostenibile per nessuno”.


