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Ancora sul decreto Giustizia. Meritocrazia Italia chiede un Sistema nazionale di valutazione delle performance della giustizia

Meritocrazia Italia 1 - IlGraffio - Monica Macchioni
L'approvazione definitiva del Decreto Giustizia da parte della Camera ha concluso un importante percorso parlamentare e consegnato al Paese un insieme di misure che affrontano alcune esigenze immediate del sistema giudiziario, dall'organizzazione degli uffici all'accesso alla professione forense, fino all'attuazione di disposizioni connesse al Patto europeo sulla migrazione e l'asilo.

Ogni intervento volto a rendere la giustizia più efficiente merita attenzione e valutazione nel merito. Il sistema giudiziario italiano continua a scontare criticità che non possono essere risolte attraverso interventi episodici o dettati dall’urgenza.

La vera sfida non consiste nell’approvare nuove norme, ma nel garantire ai cittadini una giustizia prevedibile, accessibile e tempestiva. Una giustizia che tutela efficacemente i diritti delle persone e delle imprese, rafforza la fiducia nelle istituzioni e rappresenta un fattore essenziale di sviluppo economico e coesione sociale.

La qualità della giurisdizione dipende oggi soprattutto dalla capacità organizzativa dello Stato. È necessario investire sulle competenze, sulla semplificazione dei procedimenti, sull’interoperabilità delle banche dati pubbliche e su strumenti tecnologici che consentano agli operatori del diritto di dedicare più tempo alle decisioni e meno agli adempimenti burocratici.

Meritocrazia Italia ritiene che il completamento dell’iter parlamentare debba rappresentare l’occasione per avviare una stagione di riforme strutturali fondate su risultati misurabili e responsabilità condivise.

Per questo propone:

– l’istituzione di un Sistema nazionale di valutazione della performance della giustizia, basato su indicatori pubblici relativi ai tempi di definizione dei procedimenti, alla qualità organizzativa e al grado di soddisfazione dell’utenza;

– la realizzazione di una piattaforma unica dell’ecosistema giustizia, capace di integrare magistratura, avvocatura, pubbliche amministrazioni e forze di polizia, riducendo duplicazioni documentali e tempi di lavorazione;

– l’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale certificata, utilizzabili esclusivamente come supporto all’analisi documentale, alla ricerca normativa e giurisprudenziale e alla gestione dei flussi processuali, nel pieno rispetto dell’autonomia del giudice e delle garanzie costituzionali;

– un Piano nazionale per le competenze della giustizia digitale, destinato a magistrati, avvocati e personale amministrativo, affinché l’innovazione tecnologica sia accompagnata da un investimento stabile sul capitale umano;

– la pubblicazione annuale di un Rapporto sulla qualità della giustizia italiana, elaborato con criteri oggettivi e indipendenti, per orientare le future politiche legislative sulla base dei risultati effettivamente raggiunti.

La giustizia rappresenta uno dei principali indicatori della credibilità di uno Stato. Per questo è necessario superare la logica dell’emergenza e costruire una politica della giustizia capace di guardare ai prossimi decenni, con riforme stabili, misurabili e orientate al merito: una giustizia moderna non si limita a intervenire dopo il conflitto, ma crea le condizioni perché il diritto sia certo, i procedimenti siano efficienti e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni possa consolidarsi.

Stop war.